Comune: Impruneta Locali: 6 Superficie: 460 mq Rif: X () - VIA VECCHIA DI POZZOLATICO, sulle piacevoli colline nelle immediate vicinanze di Firenze stupendo immobile completamente indipendente ed egregiamente restaurato. Posto nel verde e nell'assoluta tranquillità presenta delle caratteristiche difficilmente reperibili sul mercato ad una distanza così prossima alla città. Si tratta di una ex casa colonica nella zona di Pozzolatico,ottimo per estimatori di quelle colline ed è distribuito su 3 livelli con tredici vani per un totale di 400 mq ca. oltre un fienile adatto a molteplici usi ed un' ampia oliveta di proprietà. Le camere da letto sono sette, tutte spaziose e confortevoli, esiste poi una stanza studio. La zona giorno di generose dimensioni, comprendente sale e zone living oltre che la parte dedicata alla cucina rendono l'atmosfera molto agiata ed accogliente allo stesso tempo. La colonica che proponiamo in vendita ha finiture di elevato pregio e materiali usati per la ristrutturazione che la pongono ai vertici di qualità per gli immobili di questo tipo. La spessa muratura esterna ed il tetto eseguito con concezioni moderne danno all'immobile anche un confort abitativo dovuto all'ottima inerzia termica dell'edificio. NUOVA FILIALE GALLUZZO 055/ www.italianaimmobiliare.it LA NOSTRA STORIA: la nostra attività nasce a firenze nel e rapidamente si afferma come una delle più importanti e qualificate agenzie immobiliari del capoluogo toscano. lo spirito imprenditoriale dei titolari, unito ad una serietà da tutti riconosciuta, creano i presupposti per una sempre maggiore presenza sul territorio fiorentino. negli anni successivi, investendo sempre di più energie e risorse, la società afferma la sua presenza su tutta la provincia fiorentina. questa ramificazione, ha permesso di aumentare la propria visibilità, diventando un preciso punto di riferimento immobiliare per i potenziali - Classe: G - IPE: kWh/mq anno Superficie: 460 mq m²
URGENTE, ADOZIONE DEL CUORE: LUNA, HA QUASI 13 ANNI E DA 13 ANNI VIVE IN UN BOX DI 4 METRI PER 4, IN MEZZO AL FANGO, IN CUI VIVEVA CON ALTRI CANI. L'ULTIMO SUO COMPAGNO DI SVENTURA, RAGGIO è STATO PRESO IN SALVO DA ALCUNE VOLONTARIE E LEI è RIMASTA LI. NON E’ MAI USCITA DA LI’, MAI, NEPPURE UNA VOLTA. IN 13 ANNI. LA SUA CARATTERISTICA E’ LA TIMIDEZZA UNITA ALLA TENEREZZA. NON AVENDO ESSERI UMANI DA AMARE, LUNA RIVERSAVA IL SUO AFFETTO SUGLI ALTRI SUOI COMPAGNI DI BOX, SI AFFIANCAVA A LORO, SI STRUSCIAVA A LORO, ERANO LA SUA UNICA CERTEZZA, IN UN MONDO COSI’ INCERTO E BUIO. SI CHIAMA SOLE, PERCHè DA GIOVANE ERA BELLA COME IL SOLE, ANCHE ORA LO E’ MA LA SUA LUCE E’ DIVENTATA PALLIDA E FIEVOLE COME LA LUNA, E SI STA ECLISSANDO, GIORNO PER GIORNO, NELLA PIU’ TOTALE SOLITUDINE. FINO A QUALCHE MESE FA NON AVEVA NEANCHE LA CUCCIA, ERA ESPOSTA ALLE INTEMPERIE. SALVIAMOLA. MASSIMA DIFFUSIONE ! - Latina: adottabile nel Nord e Centro Italia. Abbiamo ricevuto tempo fa una telefonata per intervenire presso un canile in stato di abbandono, nella provincia di Latina. Abbiamo trovato 60 cani, tutti chiusi in box, in mezzo al fango, senza mai uscire, da tutta la loro vita. I cani erano di un privato che, dopo averli chiusi nei box, se li è intestati tutti, quindi nessun visitatore entrava lì dentro perché erano tutti cani di proprietà. Così questi cani hanno passato tutta la loro vita chiusi nei box, senza vedere un volontario, senza neanche la minima possibilità di venire adottati. Così abbiamo scoperto SOLE che ora si chiama LUNA. Luna ha quasi 13 anni, è una taglia abbastanza grande, incrocio pastore tedesco a pelo lungo ed è sterilizzata. E’ arrivata in canile cucciola, non aveva nemmeno un anno. E’ stata chiusa in un box e lì la sua vita è passata. 13 anni, tutta la sua unica vita. 13 anni tutti passati rinchiusa, in un box di fango, in cui viveva insieme ad altri cani. Non è mai uscita da quel box, non è mai uscita da quel fango. Mai, neppure una volta in tredici anni. Ad uno ad uno i suoi compagni sono morti o sono stati salvati. E lei ora nel suo box è rimasta sola, senza una compagnia o una consolazione dal freddo e dal fango. Chissà se ricorda ancora il mondo di prima. I prati, su cui lei non ha più corso, né camminato. Non ha più potuto fare 10 passi diritta, da tredici anni. Questa vita è solo una privazione sensoriale infinita. Perché questi cani non vedevano nessuno, solo i volontari sono arrivati in loro soccorsi due anni fa per fare le foto e cercare di tirarli fuori vivi. Le cucce nei box erano ribaltate in mezzo al fango, inservibili. Nel box di LUNA c’era un’unica cuccia agibile, in cui avrebbero dovuto ripararsi in 6 cani, cosa impossibile. E possiamo immaginarci che lei, la più buona, la più docile, timorosa sia quella rimasta sempre esposta al gelo e alla pioggia, notte e giorno. Dopo una vita trascorsa così, forse nel cuore di noi umani ci sarebbe amarezza, rancore, assenza di amore. Lei ha solo paura perchè non conosce il bene, ma se fosse amata, lo apprezzerebbe subito e dimenticherebbe tutto. Una leggenda dice che Dio, quando ha cercato la perfezione, ha creato il cane. Luna, immersa nel fango e nella melma, ha un cuore candido come il chiarore della luna. Non avendo avuto l’affetto degli uomini, cercava di vivere dando l’affetto ai suoi compagni. Luna ha un’espressione dolcissima, due occhi smarriti. Un pelo che da 13 anni nessuno spazzola, che nessuno lava, che forse le da fastidio. Ha bisogno di protezione, di calore, di passeggiare semplicemente su un prato. Di respirare l’erba e di avere una pappa morbida e una cuccia morbida e riparata per la notte. Luna ha bisogno di un essere umano che aspetti i suoi baci. E’ ancora una pastora tedesca bellissima. Sarà grata e felice anche per un solo mese, anche per un solo giorno di felicità che qualcuno vorrà regalarle. Non lasciamola morire qui. E se poi saranno ancora 1 o 2 anni, trascorsi in una casa, vicino a noi, allora Luna quando morirà forse non si accorgerà del passaggio. Perché lei, in paradiso, ci viveva già. PORTEREMO LUNA IN TUTTO IL NORD E CENTRO NORD CON UNA STAFFETTA. Tina (SCRIVETEMI PRIMA SMS O WHAZZUP)
Fabrizio Cristiano De André (Genova, 18 febbraio - Milano, 11 gennaio ) è stato un cantautore italiano. Considerato da gran parte della critica uno dei più grandi cantautori italiani di tutti i tempi[], viene spesso soprannominato anche con l'appellativo Faber che gli dette l'amico d'infanzia Paolo Villaggio con riferimento alla sua predilezione per i pastelli e le matite della Faber-Castell, oltre che per l'assonanza con il suo nome[11]. In quasi quarant'anni di attività artistica, De André ha inciso tredici album in studio, più alcune canzoni pubblicate solo come singoli e poi riedite in antologie. Molti testi delle sue canzoni raccontano storie di emarginati, ribelli, prostitute, e sono considerate da alcuni critici come vere e proprie poesie[12], tanto da essere inserite in varie antologie scolastiche di letteratura già dai primi anni settanta[] e da ricevere gli elogi anche di grandi nomi della poesia come Mario Luzi.[15] Di simpatie anarchiche, libertarie e pacifiste[16], è stato anche uno degli artisti che maggiormente hanno valorizzato la lingua ligure. Ha affrontato, inoltre, in misura minore e differente, altri idiomi[17] come il gallurese[18] e il napoletano[19]. Durante la sua carriera ha collaborato con personalità della cultura e importanti artisti della scena musicale italiana, tra cui Nicola Piovani, Ivano Fossati, Mauro Pagani, Massimo Bubola, Álvaro Mutis, Fernanda Pivano e Francesco De Gregori.[20] La popolarità e l'alto livello artistico del suo canzoniere hanno spinto alcune istituzioni, dopo la sua morte, a dedicargli vie, piazze, parchi, biblioteche e scuole.[21] Insieme a Bruno Lauzi, Gino Paoli, Umberto Bindi e Luigi Tenco è uno degli esponenti della cosiddetta Scuola genovese, un nucleo di artisti che rinnovò profondamente la musica leggera italiana.[22] È l'artista con il maggior numero di riconoscimenti da parte del Club Tenco, con sei Targhe e un Premio Tenco.
ELLA IN ROME THE BIRTHDAY CONCERT - ELLA FITZGERALD DISCO LP IN VINILE 33 GIRI CM VERVE DISTRIBUITO: POLYGRAM RECORDS MADE IN USA - LP MADE IN HOLLAND CODICE: ANNO: DISCO IN OTTIME CONDIZIONI Elenco tracce A1 Introduction (In Italian) By Norman Granz 0:22 A2 St. Louis Blues 5:57 A3 These Foolish Things (Remind Me Of You) Just Squeeze Me 3:05 A5 Angel Eyes 3:37 A6 That Old Black Magic 3:38 A7 Just One Of Those Things 3:39 B1 Introduction (In Italian) By Norman Granz 0:57 B2 Caravan 2:43 B3 I Loves You Porgy 4:56 B4 It?s All Right With Me 2:37 B5 I Can?t Give You Anything But Love 3:26 B6 Mignight Sun 3:40 B7 Stompin? At The Savoy 7:10 Ella Jane Fitzgerald (Newport News, 25 aprile - Beverly Hills, 15 giugno ) è stata una cantante statunitense. Nota anche come Lady Ella e First Lady of Song è considerata una delle migliori e più influenti cantanti jazz della storia. Vincitrice di tredici Grammy, vantava un'estensione vocale di più di tre ottave e una grande capacità di improvvisazione soprattutto nello scat, una tecnica vocale tipica del jazz di cui è considerata la maggiore esponente di tutti i tempi. HO CENTINAIA DI DISCHI DI JAZZ, CLASSICA E ALTRO IN VINILE SEMPRE IN OTTIME CONDIZIONI, CHIEDETE E AVRETE LA LISTA Spedizione: 8 euro con corriere espresso E' previsto il ritiro a mano Pagamento Bonifico e altro. Per Paypal addebito in piu' il costo delle commissioni. A spedizione effettuata informero' il compratore, tramite mail, dell'avvenuto invio. Non effettuo scambi, sconti o permute Preferisco un contatto diretto sul mio cellulare, non invio SMS Controllate che le email di risposta non finiscano nello spam Non si accettano reclami a posteriori
Titolo: Le fortune della seta - Temi di un itinerario storico Autore: Candace Adelson, Doretta Davanzo Poli et al. Editore: Fabbri Editore - Milano Collana: // Anno: Numero di pagine: 119 Dimensione: 23x22 cm circa Copertina: brossura Stato: ottimo Si tratta del catalogo della mostra tenutasi a Milano dal 10 Febbraio all'8 Marzo e, successivamente, a Como dal 20 Marzo al 13 Aprile . La mostra e' stata allestita con la collaborazione dell' Archivio di Stato di Como: sono esposti 200 pezzi che raccontano il lungo romanzo di un tessuto prezioso, che diede un'immagine alla potenza di re e papi, che segno' la separazione, economica e giuridica, tra ricchi e poveri, e che, nella storia del lavoro e dello sfruttamento, fu tra le cause dei primi scioperi. Il catalogo e' illustrato: vi sono, solo per fare alcuni esempi, le stampe del fiammingo Giovanni Stradanus che mostrano una folla di donne e bambini intenti alla bachicoltura (le donne tengono le uova dei bachi nel seno per accelerarne la schiusa); ii Pacta ad artem, gli atti notarili con cui i padri imprestavano per anni figli giovinetti ai maestri artigiani della lavorazione della seta, perche', in cambio di scarso vitto e un pagliericcio, gli insegnassero il prezioso mestiere; il grande telaio a mano sul quale le donne del comasco, agli inizi del Novecento lavoravano dodici o tredici ore al giorno e il buon imprenditore, per non far loro perdere tempo, dava anche da mangiare, "al mattino pane di granoturco, a mezzogiorno pane di granoturco con brodo di cipolle, il quale cibo nessun cane ingoierebbe, alla sera il medesimo pane con un po' di formaggio chiamato formaggella", come scriveva nel la rivista Le arti tessili. La storia della seta e' affascinante, drammatica, divertente: ad esempio, ispira poeti come l'Ariosto, che si innamora di Alessandra Benucci dopo averla vista con "il puro e schietto serico abito nero". Libro libri arti tessili stoffe tessuti antichi
La spiaggia grande della Caletta è la spiaggia principale, caratterizzata da una sabbia finissima e bianca, dall'ampio arenile, dalle dune, oltre alla presenza delle pinete. L'acqua è limpida e poco profonda (ideale per le famiglie con prole), è anche presente una brezza che rende molto piacevole crogiolarsi al sole. Oltre ad essere lunga, la spiaggia permette una grande libertà di scelta ai bagnanti nel dove piazzarsi. La Caletta si unisce a Sud con la frazione di Santalucia, a Nord si unisce con la zona di San Giovanni che si divide in una prima parte rocciosa con scogliere di porfido e una seconda parte che si estende per chilometri con arenile bianco, dune e pinete, fino a congiungersi con le spiagge di Posada. Direttamente dietro le dune della spiaggia principale della Caletta di Siniscola lunga cinque km, proprio sulla sabbia, 41 metri dal bagnasciuga, fittasi periodo estivo Casa Vacanza di o121Mq con quattro, cinque o sette letti. Sardegna nordest dell'isola, costa delle Baronie (da Olbia seguire la strada a 4 corsie direzione Nuoro. Percorrere la superstrada per circa cinquantuno Km fino alla seconda uscita per Posada), per amanti di acque cristalline e di sabbia bianchissima. Tel. spiagge incontaminate della Caletta di Siniscola Nu (ventotto minuti da SanTeodoro, tredici da Budoni, otto da Posada). le spiagge della costa di Siniscola e Posada, che di estendono per trentuno Km, sono classificate da Legambiente nella sua Guida Blu, come miglior 5 vele, su un totale di n. quattro 5 vele su tutto il territorio sardo (5 vele è il punteggio massimo!). (lavatrice, TV Led Lcd Hd, Cucina attrezzata, veranda, riserva idrica, zanzariere, facilità parcheggio e Niente letti a castello). Lunghi litorali sabbiosi, basse scogliere granitiche, fresche pinete e stagni ricchi di fauna, la vacanza giusta, Per la tua estate in Sardegna, il giusto mix tra mare e terra, una bellezza leggera come le brezze che lambiscono queste terre, A La Caletta potrai ritrovare il piacere della Vacanza.
CARLO GAMBA BOTTICELLI AVEC 208 REPRODUCTIONS TRADUCTION DE JEAN CHUZEVILLE LIBRAIRIE GALLIMARD Collection "Le Musee de la Pleiade" IN LINGUA FRANCESE Copertina rigida tutta tela, rilegatura editoriale, pagine 200, formato cm. 14,5X21,5. Stato di conservazione: OTTIMO PARI AL NUOVO come mostrano le immagini. Sandro Botticelli, vero nome Alessandro di Mariano di Vanni Filipepi (Firenze, 1º marzo - Firenze, 17 maggio ), è stato un pittore italiano. Origini e famiglia: Sandro Botticelli nacque nel a Firenze in via Nuova (oggi via del Porcellana), ultimo di quattro figli maschi e crebbe in una famiglia modesta ma non povera, mantenuta dal padre, Mariano di Vanni Filipepi, che faceva il conciatore di pelli ed aveva una sua bottega nel vicino quartiere di Santo Spirito. Numerosi erano infatti nella zona di Santa Maria Novella (dove si trova via del Porcellana) gli abitanti dediti a tale attività, facilitata dalla prossimità delle acque dell'Arno e del Mugnone. I primi documenti su Sandro sono costituiti dalle dichiarazioni catastali (dette "portate al Catasto"), vere e proprie denunce dei redditi in cui i capofamiglia erano obbligati a dichiarare i propri beni, le rendite e le spese descrivendo lo stato della propria famiglia. In quello del Mariano Filipepi citò i quattro figli maschi Giovanni, Antonio, Simone e Sandro: quest'ultimo ha tredici anni e viene definito "malsano" e che "sta a leggere", annotazioni in cui alcuni studiosi hanno voluto desumere un'infanzia malaticcia che avrebbe portato a un carattere introverso, leggibile poi in alcune sue opere dal tono malinconico e assorto. Il fratello Antonio era un orefice di professione, per cui è molto probabile che l'artista avesse ricevuto una prima educazione presso la sua bottega, mentre sarebbe da scartare l'ipotesi di un suo tirocinio avvenuto nella bottega di un amico del padre, un certo maestro Botticello, come riferisce il Vasari nelle Vite, dal momento che ancora oggi non es
Carlo Chiavazza Lettere agli amici SEI Traduzione: - Introduzione: Bartolomeo Sorge Anno: I edizione Pagine: Indice + Introduzione + 118 Codice ISBN: -X Copertina: cartoncino editoriale. Stato: Ottimo stato. Non letto. Peso del libro: gr. 115 Misure del libro: cm x cm La fotografia riproduce il libro. NOTA: Richiedete il catalogo per usufruire della promozione. L'Autore: Carlo Chiavazza (Sommariva del Bosco, dicembre ) è stato un presbitero, giornalista e scrittore italiano, una figura di spicco del giornalismo cattolico italiano del dopoguerra. Figlio di contadini, diventa sacerdote nel . Inizia a studiare all'Università Gregoriana, ma viene chiamato alle armi come cappellano militare, col grado di tenente. Nel , prende parte con la Divisione Tridentina alla campagna di Russia (in particolare le battaglie sul Don e la Battaglia di Nikolaevka), che racconta con drammatica precisione nel volume Scritto sulla neve. Nel , don Carlo entra nel giornalismo. Lavora per tredici anni come redattore al quotidiano torinese Il Popolo Nuovo. Contemporaneamente, nel fonda con altri giornalisti il settimanale il nostro tempo, che dirigerà fino alla morte. Nel subentra a Giuseppe Lazzati come direttore del quotidiano cattolico milanese L'Italia, che quattro anni dopo si fonderà col bolognese L'Avvenire d'Italia, divenendo Avvenire e rimanendo l'unico quotidiano cattolico italiano a diffusione nazionale. Papa Paolo VI gli affida l'incarico di organizzare gli uffici delle "comunicazioni sociali" in Italia, ossia le strutture che dovevano occuparsi dei mass-media. Nell'Ufficio per la comunicazione sociale del Piemonte, a Torino, Chiavazza fonda la "Scuola di Giornalismo", che oggi porta il suo nome, e dalla quale in trentacinque anni di attività sono usciti centinaia di addetti all'informazione. Prezzo: euro 2,00 + spese di spedizione (euro 2,00 piego di libri ordinario, euro 4,00 raccomandata piego di libri). Si fanno spedizioni multiple e, si ricorda, che la merce viaggia a carico del destinatario. Richiedendo il catalogo nel formato excel hai le promozioni 4 x 3, 20 x 13. I più economici sono in omaggio. Per consultare il catalogo indicate il vostro indirizzo e-mail personale.
Si tratta di un manoscritto di medio formato, prezioso per l’eleganza della scrittura in inchiostro bruno, per l’abbondante uso della foglia d’oro nella realizzazione delle iniziali, per la ricchezza della decorazione e dell’illustrazione. Il manoscritto presenta sei grandi miniature allegoriche a piena pagina, che illustrano la successione trionfale delle potenze allegoriche coinvolte nella celebrazione di Laura (Amore, Pudicizia, Morte, Fama, Tempo, Eternità). Le carte affrontate alle sei miniature presentano una ricca bordura fitomorfa e sei grandi iniziali in oro che segnano l’incipit del testo di ciascuno dei Trionfi. La cerchia dei miniatori fiorentini Lo stile delle figurazioni e la tipologia della decorazione marginale riconducono il manoscritto alla cerchia di Francesco d’Antonio del Chierico, uno tra i più dotati miniatori fiorentini attivi nella seconda metà del Quattrocento, al servizio dei più illustri personaggi del tempo. Tra le numerose opere che l’artista fu chiamato a decorare, i Trionfi di Francesco Petrarca hanno occupato una posizione di particolare rilievo: ben tredici manoscritti illustrati del poema sono di sua mano e, tra questi, di particolare pregio è il codice corsiniano. CARATTERISTICHE DEL FACSIMILE Il volume contiene la riproduzione integrale del manoscritto dei Trionfi di Francesco Petrarca conservato presso la Biblioteca dell'Accademia Nazionale dei Lincei di Roma, 55.K.10 (Cors. ). Piegatura e cucitura manuale delle pagine, capitelli in pelle eseguiti a mano, copertina in tutta pelle, con quattro nervi sul dorso piatti con cornici a secco, decorazioni in oro fino; sul piatto anteriore tondo con sbalzo ad altorilievo del profilo del Petrarca; risguardi in seta vendôme Stampa del facsimile con retino stocastico su carta pergamenata Luxor delle Cartiere Fedrigoni le cui caratteristiche tecniche sono state specificatamente studiate per Treccani. Riproduzione dell’oro con stampa a caldo di oro 22k, lamine in argento, rigature a secco, successivo trattamento per riprodurre l’invecchiamento e il rilievo dei globetti presenti nelle carte miniate. Tiratura mondiale di 500 copie numerate a mano. L’opera è accompagnata da un volume di commentario di circa 200 pagine ed è custodita in un prezioso cofanetto a marmotta interamente ricoperto in pelle con doppio scomparto a ribalta per contenere i due volumi sovrapposti, interno rivestito in seta vendôme, piatto anteriore con imbottitura e titoli in oro fino con al centro un medaglione in argento dorato che riproduce l’aquila Treccani.
Gianni Paris senza numero civico Edizioni Pendragon Pagine 230, formato cm. 14X21 Stato di conservazione: NUOVO Questo romanzo, "Senza numero civico" (Pendragon), è ambientato in un paesino - Case Sparse - fatto di asfalto e capannoni industriali. Gianni Paris ha scritto un romanzo asciutto e tagliente che fila veloce e non si intoppa. Paris mette sul fuoco la carne giusta, i dialoghi arrivano quando devono arrivare e i personaggi funzionano bene. C'è poi il luogo, l'ambientazione: "Case sparse", piccolo borgo dove l'asfalto scorre fra il cielo e il grigio dei capannoni industriali. Il titolo del romanzo è "Senza numero civico", titolo che a lettura conclusa dice molto proprio perché all'inizio dice poco: gioco delle parti in gioco, gioco che va oltre la semplicità di un titolo per scendere là dove è importante andare a guardare. Luigi Malerba: "il luogo delle finzioni propone verità"; perciò la scrittura come perlustrazione e perquisizione. Per Paris la penna è un mezzo che per il lettore funziona come uno strumento: occhiali buoni per sbirciare dietro i muretti della commedia umana, per vedere che le ferite sanguinano e che la spazzatura del quotidiano è più puntuale del giornale del mattino: che si osservi l'attiguo-contiguo (ig)noto, insomma. La famiglia in stile Mulino Bianco non esiste, o se esiste è comunque rara: una mosca bianca nella cittadella dell'oggi, dove la vita ha un prezzo che come ogni prezzo si paga. Com'è che finisce quel racconto di Soldati? "La prima carta che mi venne fu proprio quella: lo scheletro curvo e falciante, tarocco numero tredici". Ecco, appunto. Mettiamo un punto per andare al punto. La morte di "Senza numero civico" non è soltanto la morte-morte, quella che arriva o quella provocata (che comunque c'è); la morte di "Senza numero civico" è quella invisibile e permeante che si rivela consustanziale a un paese ("Case sparse") che è anzi tutto un luogo-bara: un luogo di sdoppiamento e alterità, un luogo di svuotamento e marcescenza, il mallo che si (s)chiude nei suoi errori-orrori sferzato da uno scirocco che screpola e sfalda. "Senza numero civico" è un romanzo di cose che sembrano e non sono e di cose che sono e non sembrano. Dietro le tendine ricamate può nascondersi l'attimo-catapulta che rimischia le carte e che in un convertire-pervertire cambia per sempre le rotte. Uno più uno a un certo punto deve per forza fare due. E allora basta, che (si) (ri)inizi (dal)la fine, che si (ri)inizi con una fuga. Poi tutto rimanga come è apparso e come non è stato. Certe verità restano sospese nelle intercapedini perché i lembi estremi vanno chiusi tra parentesi. E la vita - come diceva Borges - è davvero piena di pudori, come un delitto.
Spade - Pugnali - Spadini - Daghe di Tauriel - The Hobbit DIMENSIONI REALI (Scala 1:1) LAME IN ACCIAIO! Voi riceverete un prodotto NUOVO - MAI APERTO ANCORA IMBALLATO (Non affilati,adatti alla vendita e alla detenzione) Tauriel compare per la prima volta nel secondo film della trilogia, La desolazione di Smaug, nel momento in cui Bilbo Baggins e i tredici nani guidati da Thorin Scudodiquercia vengono attaccati da ragni giganti. Tauriel e Legolas, alla guida di alcuni Elfi Silvani, sconfiggono i ragni e catturano i nani. Durante l'imprigionamento di questi ultimi, Tauriel instaura un buon rapporto con Kíli, in quanto entrambi condividono la voglia di spensieratezza e l'impulsività. Quando gli orchi, guidati da Bolg, attaccano il reame di Bosco Atro, Tauriel affronta gli invasori. Successivamente, dopo aver scoperto che Kíli è stato ferito da una freccia morgul, decide di guarire il nano morente a Pontelagolungo. Insieme a Legolas, che ha deciso di seguirla, giunge a Pontelagolungo, dove si procura dell'Athelas per curare Kíli. Ne La battaglia delle cinque armate, quando Smaug esce da Erebor per vendicarsi sulla popolazione di Pontelagolungo, Tauriel aiuta Kíli, le figlie di Bard ed i nani rimasti in città a sfuggire dal drago. Dopo aver scoperto che Bolg guida un esercito di orchi dal Monte Gundabad, Tauriel e Legolas partecipano alla battaglia dei cinque eserciti, nella quale Tauriel vede morire Kíli per mano di Bolg mentre i due stavano tentando inutilmente di sconfiggere il gigantesco orco. Al termine della battaglia, Tauriel piange sul corpo del suo amato e viene raggiunta da Thranduil che, commosso, perdona l'elfa e riconosce che i due si amavano davvero. Il destino del personaggio alla fine del terzo film dello Hobbit rimane incognito e con tutta probalità al termine della battaglia alla Montagna Solitaria Tauriel farà ritorno con Re Thranduil e i soldati Elfi Silvani superstiti nel Reame Boscoso, subentrando nel ruolo di comandante dei capitani della guardia al posto dello stesso Legolas, che a fine battaglia decide di non tornare con il suo popolo. Caratteristiche: Lame in acciaio con incisioni. Impugnatura in polimero con decorazioni. Pannello espositivo in dotazione. Vi assicuro che le foto non rendono la bellezza dell'oggetto (dal vivo è davvero eccezionale)! Nell'annuncio ho inserito anche le foto del film,vi renderete conto che sono perfettamente identiche! OSSERVATE I DETTAGLI! Controllate i miei annunci, troverete le spade di tutti i personaggi de Lo Hobbit (tra cui la spada Orcrist di Thorin ScudodiQuercia) e de Il Signore degli Anelli ma anche di molti altri film e manga. Se avete qualche richiesta in particolare,contattatemi. Possibilità di spedizione con corriere espresso. Per qualsiasi domanda sono a vostra completa disposizione.
Ilja Ehrenburg Nel vicolo Protocny Dall'Oglio I David n. 15 Traduzione: Susanna Iris Féline Prefazione: Ossip Féline Anno: 27 dicembre I edizione Pagine: Prefazione + 303 Codice ISBN: - Copertina: morbida colorata con disegno. Stato: Buono stato. Non letto. Peso del libro: gr. 180 La fotografia riproduce il libro. L'Autore: (Kiev, 27 gennaio - Mosca, 31 agosto ) è stato un giornalista e scrittore sovietico. Avendo partecipato, giovanissimo, all'oganizzazione di circoli socialisti, fu arrestato e condannato all'esilio dalla polizia zarista. Giunto a Parigi pubblicò un libro di versi (Parigi, ), poi, durante la prima guerra mondiale, fu corrispondente dal fronte occidentale per vari giornali della capitale. Dopo la rivoluzione d'ottobre tornò in patria ove fondò asili e scuole, tenne corsi di letteratura russa a lavoratori e studenti, organizzo gruppi teatrali. Ma nel era di nuovo in viaggio per l'Europa, dove pubblicò i primi romanzi: La straordinaria vita di Julio Jurenito (), Tredici pipe (), Il vicolo Protocny (), e La tempestosa vita di Lazik che, proibito in Russia, apparve a Parigi nel . Tornato in URSS dovette adattarsi ai nuovi canoni ufficiali del realismo socialista, ma senza mai cadere nella vuota retorica: dal , come corrispondente di Izvestia, seguì le principali operazioni della guerra di Spagna, cui dedicò anche un saggio (Spagna, ). Quando i tedeschi attaccarono l'URSS, divenne celebre per le trasmissioni da Radio Mosca e per i suoi articoli come corrispondente di guerra in cui attaccava violentemente il fascismo ed il nazismo; per questa sua opera il generale Charles De Gaulle gli conferì la Legion d'onore. Intanto aveva pubblicato il suo romanzo forse più importante, La caduta di Parigi, per cui ricevette il premio Stalin nel . Alla fine della guerra scrive, con Vasilij Grossman, Il libro nero - Il genocidio nazista nei territori sovietici , per denunciare al mondo lo sterminio degli ebrei sovietici da parte delle forze dell'Asse, di cui Stalin proibì la pubblicazione. Nel pubblicò Il disgelo la sua opera più celebre, in cui è affrontato il tema della libertà artistica in URSS; il titolo stesso di quest'opera indicò, per antonomasia, il periodo della destalinizzazione. Vincitore del premio Lenin per la pace del , ha pubblicato, con il titolo Uomini, anni, vita, le sue memorie di cui, poco prima della sua morte, aveva visto la luce il sesto volume. Prezzo: euro 3,00 + spese di spedizione (euro 2,00 piego di libri ordinario, euro 4,00 raccomandata piego di libri). Si fanno spedizioni multiple e, si ricorda, che la merce viaggia a carico del destinatario. Richiedendo il catalogo nel formato excel hai le promozioni 4 x 3, 20 x 13. I più economici sono in omaggio. Per consultare il catalogo indicate il vostro indirizzo e-mail personale.
Disponibile in tutti i formati digitali più diffusi (Amazon Kindle, Kobo, ecc.). Rispondere in privato a questa inserzione per l'acquisto, massima serietà garantita. Segue trama del romanzo. TRAMA Anno 817 dopo Cristo. Sono trascorse tredici estati da quando Loki, il Dio Ingannatore, è tornato nel Tempo, sconvolgendo l'Europa medievale e dando inizio all'Era del Ritorno. Un solo elemento impedisce la sua piena reincarnazione: la ferita infertagli da Rollant di Bretagna durante la Battaglia dei Due Picchi che gli ha spillato sangue e lo obbliga all'incompletezza nel corpo e nel potere. Dal suo rifugio nei pressi dell'apertura del Pozzo, in Dania, l'Ingannatore deve quindi attendere che la Ricerca del Sangue giunga al termine in suo favore, mentre mantiene ben stretto il giogo sui Popoli del Nord vichingo, per mezzo delle mostruose creature evocate tramite la fede di quegli uomini sottomessi. Tuttavia, altre popolazioni ancora resistono. In Hispania, i Cristiani asturiani e i Pagani sassoni sono anch'essi alla ricerca del Sangue per ostacolare Loki, grazie ai Cercatori, non disdegnando di servirsi del medesimo potere del Pozzo sfruttato dall'Ingannatore per le evocazioni, pur di salvare il Regno delle Asturie da vicini ostili. I primi tra essi sono i principati islamici, dall'Emirato di al-Andalus in Occidente fino al Califfato di Baghdad in Oriente. Seguendo una fede pura, i Musulmani non attingono al potere del Pozzo per combattere Loki. Ricercano invece una soluzione definitiva per sconfiggerlo nella conoscenza, su antichi testi, in particolare presso la Bayt al-Hikma, la Casa della Sapienza di Baghdad, e ciò li porta a perseguire tanto i Cercatori quanto gli Evocatori. Ma la resistenza contro Loki non avrebbe conquistato tempo per i propri tentativi se, dalla settentrionale Saxonia fino ai Pirenei nell'estremo sud, in terre un tempo appartenute al Regno dei Franchi di Carlo Magno, non si fosse scatenato il caos dopo il Ritorno dell'Ingannatore. Dallo sfaldamento dei legami feudali e religiosi, sono emersi i Cavalieri del Tempio della Fede nell'Uomo, guidati da uno spietato e misterioso comandante, conosciuto solo con l'appellativo che esprime i suoi fini: il Senza Dio. Egli ha un unico scopo, estirpare con ogni mezzo qualsiasi fede, per porre un freno alle evocazioni legate al potere del Pozzo e forzare sulla difensiva Loki, insieme a qualunque altro Evocatore. Questo precario equilibrio tra le diverse fazioni in lotta è però destinato a spezzarsi, perché oscuri personaggi si muovono dietro le quinte, con propri scopi imperscrutabili e sufficiente potere per conseguirli. Sullo sfondo di tutto ciò, colpevolmente ignorato, lo "strumento di Dio" - come i monaci cristiani chiamano la macchina che ha annullato Tempo e Spazio, riaprendo il Pozzo - è ancora nelle lande fantasma di Aquitania, appartenenti ai domini dei Cavalieri del Tempio...
Disponibile in tutti i più diffusi formati digitali (Amazon Kindle, Kobo, ecc.). Rispondere in privato a questo annuncio per l'acquisto. Massima serietà garantita. Per gli interessati, segue trama del romanzo. TRAMA. Anno 817 dopo Cristo. Sono trascorse tredici estati da quando Loki, il Dio Ingannatore, è tornato nel Tempo, sconvolgendo l'Europa medievale e dando inizio all'Era del Ritorno. Un solo elemento impedisce la sua piena reincarnazione: la ferita infertagli da Rollant di Bretagna durante la Battaglia dei Due Picchi che gli ha spillato sangue e lo obbliga all'incompletezza nel corpo e nel potere. Dal suo rifugio nei pressi dell'apertura del Pozzo, in Dania, l'Ingannatore deve quindi attendere che la Ricerca del Sangue giunga al termine in suo favore, mentre mantiene ben stretto il giogo sui Popoli del Nord vichingo, per mezzo delle mostruose creature evocate tramite la fede di quegli uomini sottomessi. Tuttavia, altre popolazioni ancora resistono. In Hispania, i Cristiani asturiani e i Pagani sassoni sono anch'essi alla ricerca del Sangue per ostacolare Loki, grazie ai Cercatori, non disdegnando di servirsi del medesimo potere del Pozzo sfruttato dall'Ingannatore per le evocazioni, pur di salvare il Regno delle Asturie da vicini ostili. I primi tra essi sono i principati islamici, dall'Emirato di al-Andalus in Occidente fino al Califfato di Baghdad in Oriente. Seguendo una fede pura, i Musulmani non attingono al potere del Pozzo per combattere Loki. Ricercano invece una soluzione definitiva per sconfiggerlo nella conoscenza, su antichi testi, in particolare presso la Bayt al-Hikma, la Casa della Sapienza di Baghdad, e ciò li porta a perseguire tanto i Cercatori quanto gli Evocatori. Ma la resistenza contro Loki non avrebbe conquistato tempo per i propri tentativi se, dalla settentrionale Saxonia fino ai Pirenei nell'estremo sud, in terre un tempo appartenute al Regno dei Franchi di Carlo Magno, non si fosse scatenato il caos dopo il Ritorno dell'Ingannatore. Dallo sfaldamento dei legami feudali e religiosi, sono emersi i Cavalieri del Tempio della Fede nell'Uomo, guidati da uno spietato e misterioso comandante, conosciuto solo con l'appellativo che esprime i suoi fini: il Senza Dio. Egli ha un unico scopo, estirpare con ogni mezzo qualsiasi fede, per porre un freno alle evocazioni legate al potere del Pozzo e forzare sulla difensiva Loki, insieme a qualunque altro Evocatore. Questo precario equilibrio tra le diverse fazioni in lotta è però destinato a spezzarsi, perché oscuri personaggi si muovono dietro le quinte, con propri scopi imperscrutabili e sufficiente potere per conseguirli. Sullo sfondo di tutto ciò, colpevolmente ignorato, lo "strumento di Dio" - come i monaci cristiani chiamano la macchina che ha annullato Tempo e Spazio, riaprendo il Pozzo - è ancora nelle lande fantasma di Aquitania, appartenenti ai domini dei Cavalieri del Tempio...