Titolo: LE MURA DI ADRIANOPOLI Autore: GUIDO CERVO Editore: PIEMME Anno: 1a EDIZIONE - Ottobre ISBN: Note: CONDIZIONI OTTIME, COME NUOVO, ECCETTO LIEVISSIMO INGIALLIMENTO BORDO PAGINE - RILEGATO CON COPERTINA RIGIDA E SOVRACOPERTINA. Pagine 562 - Formato 16 x 24 X 4,5 - Prezzo copertina ¤ Stremati dopo un lungo vagabondare e affamati, i Goti sono giunti lungo le rive del Danubio. Con la promessa di infoltire con i propri uomini le schiere dell'esercito romano, hanno ottenuto dall'imperatore Valente di insediarsi in quelle terre di confine. Ma la pacifica convivenza si rivela ben presto una chimera e i contrasti sfociano in una guerra sanguinosa. Il 9 agosto 378, Goti e Romani giungono al confronto decisivo. Nell'assolata piana di Adrianopoli, capitale della Tracia, i due eserciti si fronteggiano, disponendosi a una battaglia che i loro capi, consapevoli della posta in gioco e riluttanti a dare il via alla strage, vorrebbero ancora evitare. Ma basta un niente, uno squillo di trombe, un fraintendimento, per vanificare l'estremo tentativo di instaurare una trattativa e innescare un incendio dilagante. La carica avventata degli arcieri isauri trascina all'assalto tutti i reparti romani, mentre dai colli circostanti le orde barbariche calano su di loro a getto continuo: una marea inarrestabile che investirà di lì a poco la stessa Adrianopoli. In quello che sarà il giorno più lungo dell'Impero, e dopo il quale nulla sarà più come prima. I barbari compirono l'ultimo sforzo poco prima del tramonto, riuscendo a raggiungere in due punti il camminamento di ronda, dal quale furono però rigettati nel fossato. Proprio il tribuno Martiniano vibrò forse l'ultimo fendente della battaglia, tagliando la faccia a un atletico barbaro che, rimasto solo dopo la morte dei suoi compagni, si batteva contro i suoi molti assalitori con la ferocia di una belva in trappola. Sporgendosi a guardare dalla merlatura, Martiniano constatò che i barbari rifluivano disordinatamente alle posizioni di partenza, lasciandosi dietro, sparsi nell'erba, centinaia di caduti. Il sole tramontava, e dal procedere stanco di quei guerrieri sconfitti, che trascinavano mollemente gli scudi, si poteva arguire che almeno per quel giorno dovevano averne abbastanza. È la sera del 9 agosto del 378 d.C.. I cadaveri di più di diecimila soldati romani sono sparsi sotto le mura di Adrianopoli, caduti per difendere la città dall'assalto dei Goti guidati da Fritigerno. Anche l'imperatore Valente ha pagato con la vita l'imprudenza di aver scatenato una battaglia improba. Adrianopoli per il momento è salva, protetta dalle sue imponenti mura, ma l'impero è stato sconfitto. Dal quel giorno, per Roma, ha inizio una lunga, terribile agonia.