Grande vaso Satsuma
Nel , durante l'Esposizione Universale di Parigi, gli Europei fecero conoscenza con la cultura giapponese. Era la prima volta che il Paese del Sol Levante partecipava a un evento fieristico di rilievo internazionale. Nello spazio a loro riservato, i Giapponesi esposero oggetti d'arte e d'artigianato di squisita fattura. Fu allora che gli Occidentali scoprirono le porcellane Satsuma. Erano oggetti d'uso comune, ciotole, tazze, vasi ma avevano ornamenti di grazia ineffabile. I visitatori ne furono incantati e la delegazione giapponese fu sommersa di richieste d'acquisto. Prese allora avvio l'importazione dei manufatti Satsuma. Giunsero in Europa pezzi pregiati e costosissimi, frutto d'uno stupefacente virtuosismo artigianale. Ne è esempio questo vaso, dove l'estrema eleganza delle forme si unisce a una raffinatissima esecuzione pittorica dei decori. Il manufatto è alto 61 cm. ed ha un'ampiezza massima di 30 cm. Non sono visibili marchi di alcun genere. Difetti: si rilevano quattro minuscole erosioni e tre sottili incrinature al bordo; in alcune aree prossime al piede e al bordo l'oro dei motivi ornamentali appare consunto. Il manufatto figura nel catalogo di una nota casa d'aste italiana; a richiesta, si fornisce la foto tratta dal catalogo. Se il vaso viene spedito, al prezzo d'acquisto bisogna aggiungere 40 euro di spese postali. Il prezzo di vendita rimane invariato se il vaso è ritirato dall'acquirente a Varese, presso il venditore.