Giacca mod 34 Tenente Regio Esercito Brigata 152° SASSARI
Vendo giacca Regio Esercito Mod 34 grado Tenente di Fanteria °brigata SASSARI con sede nella mia città Trieste nell'ultimo conflitto mondiale.Questa giacca UNIONE MILITARE ROMA è completa ed in condizioni perfette senza difetto alcuno,senza macchie,no parti mancanti.Giacca mod. 34 di taglia 48 Medium.Dispongo di altre foto a richiesta,lasciate la mail.Spedisco in Italia compreso nel prezzo. Con l'entrata in guerra dell'Italia nel , la divisione, alle dipendenze del VI Corpo d'armata della 2ª Armata del generale Vittorio Ambrosio, venne schierata in posizione difensiva sulla frontiera orientale della Venezia-Giulia, tra San Pietro del Carso e la Val Corena. Nel alla divisione venne aggregata la 73ª Legione CC.NN. d'Assalto. Il 6 aprile, giorno di inizio dell'invasione della Jugoslavia, la divisione occupò i passi di confine, per poi entrare, l'8 aprile, in territorio nemico. L'11 conquistò Pozar-Prezidanski ed il 12 occupò Prezid e ÄŒabar. L'avanzata proseguì senza incontrare particolare resistenza, raggiungendo il 19 aprile Delnice, rompendo la resistenza dell'esercito jugoslavo e prendendo Tenin, città che divenne sede del Comando di Divisione fino al ] Iniziò così l'attività di polizia e rastrellamento anti-partigiani, soprattutto nella zona di Sebenico, Tenin, Brod, Gracac, Petrovazzo ed altri centri di Slovenia e Dalmazia. Successivamente venne impiegata nella pacificazione dello Stato Indipendente di Croazia, alleato dell'Asse, soprattutto per sedare, a settembre , tumulti scoppiati a Dvar tra i croati e le minoranze serba e Ustascia.[5] L'attività proseguì per tutto il , dovendosi scontrare con guerriglieri sempre più aggressivi e numerosi. Tra gennaio ed aprile la "Sassari" prese parte, insieme ad altre tre divisioni italiane, quattro tedesche, croati collaborazionisti e cetnici della MVAC, ad una grande operazione contro i partigiani, nella zona del fiume Neretva, dal quale prese il nome. A luglio del , terminate una serie di vaste operazioni di rastrellamento sulle Alpi Bebie, la "Sassari" rientrò in patria e venne dislocata nel Lazio, sempre al comando del generale Francesco Zani. Venne inserita nel Corpo d'Armata di Roma del generale Alberto Barbieri, con funzioni anti-paracadutisti ma anche a protezione di un possibile attacco da parte delle truppe tedesche. Durante questa periodo fu riorganizzata secondo l'ordinamento Mod. 43, che avrebbe dovuto garantire una buona disponibilità di mezzi corazzati. La divisione arrivò quindi a uomini, 24 semoventi e 80 pezzi d'artiglieria. Essa venne disposta per lo più all'interno della città, con compiti di ordine pubblico,[6] mentre le altre grandi unità del Corpo d'armata motocorazzato, come la "Granatieri di Sardegna", la "Piave" e l'"Ariete II".[5]