oslo

Piatto porcellana commemorativo del Trofeo Kandahar sci

Piatto porcellana commemorativo del Trofeo Kandahar sci

Piatto in porcellana tedesca prodotto in occasione dell'edizione delle gare valide per il Trofeo Arlberg-Kandahar di sci alpino disputate a Sestrières. L'Arlberg-Kandahar è una prova storica dello sci alpino, riconosciuta nell'ambito della FIS, la Federazione Internazionale dello sci. Il nome Arlberg-Kandahar ha due origini: - Arlberg in riferimento a un colle austriaco vicino a Sankt Anton, dove la scuola austriaca di sci inventò una nuova tecnica di sciata; - Kandahar dal nome di un generale britannico Sir Roberts of Kandahar che occupò la regione di Kandahar in Afghanistan e divenne vice-presidente della Public School Alpine Sports Club. La prima edizione del trofeo si disputò il 31 marzo e l'1 aprile a Sankt Anton con una gara di combinata discesa e slalom. A seguito del successo di questa prova la FIS, durante il congresso di Oslo, ha integrato nei suoi regolamenti le prove di discesa e slalom. Dal la prova si è svolta alternativamente tra Sankt Anton e la stazione svizzera di Mürren. Dopo l'interruzione dovuta alla IIª Guerra Mondiale, l'Arlberg-Kandahar riprese nel a Mürren. I seguito furono incorporate nell'organizzazione nuove stazioni sciistiche: fra le altre nel Chamonix, nel Sestrières e nel Garmisch-Partenkirchen. Dopo i Giochi Olimpici e i Campionati del Mondo era la terza manifestazione in ordine d'importanza. Con la nascita nel della Coppa del Mondo di Sci, che la incorporò nel suo programma, la prova perse il suo spirito originale e il suo splendore. Il piatto, prodotto con la sponsorizzazione della casa di sci Erbacher, ha un diametro di cm. ed è in perfetto stato senza rotture o filature. I riflessi bianchi sulla foto sono dovuti al flash.

Johan Bojer La casa e il mare Garzanti Sempre verdi

Johan Bojer La casa e il mare Garzanti Sempre verdi

Johan Bojer La casa e il mare Garzanti Sempre verdi Nuova serie n. 4 Traduzione (dal norvegese): Zino Zini Prefazione: - Anno: ristampa Pagine: 313 Codice ISBN: - Copertina: cartoncino editoriale. Stato: Buono stato. Normale usura del tempo. Gore diffuse. Peso del libro: gr. 235 Misure del libro: cm x cm La fotografia riproduce il libro. NOTA: Richiedete il catalogo per usufruire della promozione. Contenuto: Incipit, Verso il la sorte riunì due giovani in una pensione della capitale. Essa era situata sotto i tetti di un edificio a sei piani del quartiere Grensen e le finestre delle piccole stanze sporgevano fuori del tetto spiovente collâ€(TM)aria dâ€(TM)una fila di teste di animali in contemplazione della città. Allâ€(TM)interno il soffitto era basso, i corridoi erano pregni dellâ€(TM)odore di vivande stantie e la lunga sala da pranzo non riceveva altra luce che quella dellâ€(TM)unica finestra, che dava sulla corte. La gente però vi stava a pigione a buon mercato; studenti ed impiegati potevano ottener qui vitto ed alloggio anche per sole cinquanta corone mensili; certo il trattamento della casa non rendeva nessuno roseo o grasso; ciononostante non pochi degli ospiti continuavano a restarci per anni. Autore: Johan Bojer (Orkdalsøra, 6 marzo â€" Gudbrandsdal, 3 luglio ) è stato uno scrittore norvegese. Nato da una relazione illegittima tra una cameriera, Johanne Elga, appena diciassettenne e il suo datore di lavoro, Hans Bojer, non fu riconosciuto e fu inviato a vivere presso una famiglia di poveri contadini di Rissa, in Norvegia, dove apprese per esperienza diretta le ristrettezze della realtà contadina. Mentre aiutava la sua famiglia lavorando come guardiano di armenti, il giovane Johan apprese dalla madre adottiva, Randi Fætten, molte leggende e fiabe del folklore contadino norvegese. Appassionato di letteratura, dopo molte insistenze, convinse il suo padre naturale, a pagargli gli studi presso la scuola di Selbu, dove il giovane si avvicinò alla poesia. Alla morte del padre naturale, nel , Hans Bojer ricevette una discreta eredità con cui si laureò - Oslo, - viaggiò in Europa e, infine, si trasferì a Parigi, scrivendo come corrispondente per il settimanale norvegese Morgenbladet. Nel , oramai famoso, Bojer ricevette dall'editore danese Gyldendal una offerta di esclusiva editoriale su tutta la sua produzione per una somma mensile fissa che lo scrittore accettò di buon grado. Prezzo: euro + spese di spedizione (euro 2,00 piego di libri ordinario, euro 4,00 raccomandata piego di libri). Si fanno spedizioni multiple e, si ricorda, che la merce viaggia a carico del destinatario. Richiedendo il catalogo nel formato excel hai le promozioni 4 x 3, 20 x 13. I più economici sono in omaggio. Per consultare il catalogo indicate il vostro indirizzo e-mail personale.

APERTE LE ISCRIZIONI PER IL SEMINARIO DI DANZA DEL FAMOSO

APERTE LE ISCRIZIONI PER IL SEMINARIO DI DANZA DEL FAMOSO

SONO APERTE, PRESSO LA SEDE DELLA COMPAGNIA LA PINGUICOLA SULLE VIGNE, LE ISCRIZIONI PER IL SEMINARIO DI DANZA CHE IL FAMOSO COREOGRAFO GIORGIO ROSSI DELL’ASSOCIAZIONE CULTURALE SOSTA PALMIZI TERRÀ DA VENERDÌ 30 APRILE A DOMENICA 2 MAGGIO Sono aperte, presso la sede della Compagnia La Pinguicola sulle Vigne (Vico Tana 16 Rosso - Genova - Tel. 010 ), le iscrizioni per il Seminario di Danza che il famoso coreografo Giorgio Rossi dell’ Associazione culturale Sosta Palmizi, terrà da Venerdì 30 Aprile a Domenica 2 Maggio . Per informazioni e adesioni è possibile telefonare al numero 347 . L’orario delle lezioni è il seguente: 30 Aprile dalle 19 alle 22; 1º Maggio dalle 14 alle 18; 2 Maggio dalle 11 alle 15. Giorgio Rossi è uno dei più famosi e affermati danzatori e coreografi in ambito nazionale. Il Seminario rientra nei Percorsi UbiDanza che la Compagnia La Pinguicola sulle Vigne organizza per il terzo anno di seguito, grazie al lavoro di Davide Frangioni e Aline Nari e rivolge principalmente (ma non esclusivamente) a giovani danzatori di livello avanzato ai quali si vogliono offrire delle opportunità di approfondimento in linea con la poetica della Compagnia e le tendenze più attuali della scena contemporanea. GIORGIO ROSSI. Profilo Nato a Tradate (Varese) nel ‚ si trasferisce all’età di un anno in Ticino (Svizzera), dove vive sino all’età di diciassette anni. All’età di quattro anni‚ vedendo il clown Dimitri esibirsi nel surreale tempo della scena‚ capisce che il teatro è la sua vita. Sin da bambino si avvicina a questo mondo‚ frequentando corsi e seminari che lo portano‚ nel ‚ a studiare presso la scuola “Quelli di Grok” di Milano. In seguito frequenta il “Conservatoire National des Arts du Cirque et du Mime” di Parigi e lavora con J. Roussillo. Nel entra nella compagnia Teatro e Danza La Fenice di Venezia‚ diretta da Carolyn Carlson‚ partecipando agli spettacoli “Undici onde”‚ “Underwood” e all’opera “L’Orfeo di Gluk”. Tra il e il lavora come solista con D. Petit‚ J. Rochereau‚ il gruppo rock-punk Dr. Chattanuga e i suoi Navarones. L’anno seguente‚ fonda il Teatro Alogeno a Milano e‚ prodotto dal C.R.T.‚ crea con G.B. Storti “Improvvise identificazioni”. Nel crea l’assolo “Questo e quell’altro” per il Cantiere Internazionale d’Arte di Montepulciano. Nel è co-fondatore della compagnia Sosta Palmizi con la quale‚ come danzatore e coreografo‚ crea gli spettacoli “Il Cortile” ()‚ “Tufo” () e “Perduti una notte” (). Si scioglie nel il nucleo dei fondatori di Sosta Palmizi‚ ma Giorgio Rossi e Raffaella Giordano mantengono in vita l’Associazione culturale Sosta Palmizi‚ di cui diventano direttori artistici e sotto la cui sigla producono spettacoli di giovani danzatori e coreografi‚ oltre alle loro creazioni. Nel coreografa ed esegue lo spettacolo “Dai colli” con scenografie di Andrea Pazienza e nello stesso anno crea le coreografie per il film “Le avventure del barone di Munchausen” di Terry Gillian. Nel crea le coreografie per il riallestimento dello spettacolo “Alice” di Lindsay Kemp. Nel realizza “Frail Creation” per la Collage Dance Company di Oslo. Nel realizza gli spettacoli “La stanza” per la compagnia Grif Theatre di Amsterdam e “Rapsodia” per una stalla. Nel partecipa come danzatore allo spettacolo “I forestieri”‚ coreografato da Raffaella Giordano. Nel luglio coreografa e danza l’assolo “Balocco”. Nel luglio debutta a Torino Danza‚ in coproduzione con il Festival RomaEuropa‚ lo spettacolo “Danze rosa blu”‚ da un’idea di Giorgio Rossi e con le coreografie di Raffaella Giordano e Giorgio Rossi e le musiche di Schostakovic. Nel coreografa e interpreta lo spettacolo per tre danzatori e un pianista “Sul coraggio”. Nello stesso anno‚ insieme a Raffaella Giordano‚ riunisce il nucleo storico della Compagnia Sosta Palmizi‚ sciolta nel ‚ per partecipare alla Maratona Internazionale di Danza presente all’interno del XXXVIII Festival dei Due Mondi di Spoleto‚ con frammenti da “Il cortile”. Ancora nel , con lo stesso gruppo‚ partecipa alle riprese di alcune scene del film Io ballo da sola di Bernardo Bertolucci. Nel debutta a Oslo con la coreografia “Come nuvole con danzatori norvegesi”‚ su musiche di Jon Balke. Nel debutta l’assolo “E la tua veste è bianca”. Con Flavia Marini‚ nel ‚ crea la coreografia di “Expo 97”‚ concerto di Jon Balke‚ per il Festival Internazionale di Jazz di Molde (Norvegia). Al Castello Pasquini di Castiglioncello‚ in coproduzione con il Festival della Riviera Etrusca‚ nel ‚ debutta lo spettacolo “Piume”‚ nato dalla collaborazione con Vasco Mirandola e Simone Sandroni. Sempre nel collabora con Banda Osiris alla produzione di “Sinfonia Fantastica”. Nel partecipa con lo spettacolo “Piume” alla Biennale della Danza di Lione e riceve il Premio della critica “Danza&Danza” quale miglior coreografo/danzatore. Il 23 aprile debutta al teatro al Parco di Parma con il nuovo spettacolo “Spara alla Pioggia”‚ soggetto di Paolo De Falco di Teatrograd con testi di Francesco Niccolini‚ prodotto in collaborazione con il Teatro delle Briciole di Parma ed il Teatro Kismet di Bari. Nel coreografa “Oltre”‚ insieme a Simone Sandroni‚ per il Teatro del Muk (Teatro del Silenzio di Padova) diretto da Vasco Mirandola. Inoltre‚ per la Casa degli Alfieri‚ interpreta e realizza le coreografie per lo spettacolo dedicato a Cesare Pavese‚ “E d’accanto mi passano femmine...”‚ testi scritti e interpretati da Marco Baliani. Lo spettacolo “Piume” riceve il Premio Florencio - Uruguay come miglior spettacolo straniero dell’anno. Nel Giorgio Rossi è autore e interprete di due nuove produzioni‚ “Caso” e “Gli scordàti”. “Caso”‚ progetto di improvvisazione di musica‚ danza e poesia dove‚ di volta in volta‚ si esibisce sul palcoscenico con diverse formazioni di musicisti jazz (Paolo Fresu‚ Danilo Rea‚ Furio Di Castri‚ Gian Luigi Trovesi e altri)‚ danzatori e poeti (tra cui Stefano Benni‚ Vasco Mirandola). Lo spettacolo debutta all’Opera Festival di Bassano del Grappa nell’agosto . “Gli scordàti” (prodotto da Sosta Palmizi in collaborazione con il Teatro Comunale di Castiglion Fiorentino e con il sostegno del Festival Oriente Occidente‚ il Teatro Comunale di Ferrara) spettacolo per 6 danzatori su musiche originali di Giovanni Venosta‚ autore della colonna sonora del film Pane e Tulipani e testi di Vasco Mirandola. Giorgio Rossi partecipa, inoltre‚ alla realizzazione delle coreografie del nuovo progetto di Marcello Chiarenza “Ombra di luna”, spettacolo di circo teatro‚ una produzione della Biennale di Venezia e del Circo Contemporaneo di Brescia. Nel crea e interpreta le coreografie per lo spettacolo “La notte di Federico” con musiche originali di Federico Amendola e interpretazione di Arnoldo Foà. Partecipa a vari progetti interdisciplinari nel campo della musica e del teatro come al Festival di Radicandoli con Maria Cassi (attrice e cantante) e Leonardo Brizzi (compositore pianista) con 25 abitanti del posto‚ dal titolo “Mi rammento”; al Festival dell’Amiata con Sandro Berti (musicista attore) della Banda Osiris; per il corpo di ballo del Teatro Massimo di Palermo crea la coreografia “La piazza” per 14 danzatori con l’attore Vasco Mirandola su testi di Tonino Guerra‚ in occasione del galà annuale‚ e del Teatro di Verdura. Nel debutta con lo spettacolo “Hic!”, frutto di una collaborazione con la coreografa Rebecca Murgi e con lo spettacolo “Lolita”‚ con lo scrittore Stefano Benni e il musicista Paolo Damiani. Nel crea e interpreta il suo quarto assolo‚ “Alma”‚ una creazione ispirata ai testi di C. Pavese‚ P. Neruda‚ A. Merini. Nel realizza “La Favola Esplosa”‚ uno spettacolo per tutte le età liberamente ispirato alle “Fiabe Italiane” di Italo Calvino‚ che mette in scena cinque danz’attori in movimenti narranti e tra-ballanti. Nel ‚ crea ed interpreta‚ “A. Paz. Una creazione” che riprende‚ tra danza‚ parole e immagini‚ molta della produzione bizzarra e autobiografica di Andrea Pazienza. Nel realizza e danza‚ insieme a tre danzatori‚ “Rami‚ come quando fuori piove”‚ una co-produzione Sosta Palmizi con La Corte Ospitale di Rubiera e la Fondazione Fabbrica Europa. Nel medesimo anno‚ interpreta “Edipo” nello spettacolo di Lucia Poli “Edipo e la Pizia”‚ e lo vediamo in scena insieme alla cantautrice romana Paola Turci in “Cielo”‚ per una voce danzante e un corpo sonoro. Conclude il con il progetto originale intitolato “Steps from Tuscany” commissionato dalla Regione Toscana in occasione della fiera internazionale di Obuv a Mosca - Russia. Nel realizza il progetto interculturale “Dialogue” in collaborazione con il Festival Fabbrica Europa e il Comune di Arezzo. Parallelamente al suo percorso di danzatore e coreografo‚ si dedica assiduamente all’insegnamento per formare danzatori. Propone regolarmente seminari e lezioni presso la sala prove dell’Associazione Sosta Palmizi e in numerose istituzioni didattiche‚ come: Conservatorio Duncan di Praga; Accademia Nazionale di Pechino; Opera di Oslo e Istituto Nazionale di Danza Contemporanea Norvegese; Accademia di Rotterdam; Scuola Civica d’Arte Drammatica di Milano; Corsi di formazione professionale finanziati dall’U.E.; Forum Dança di Lisbona; Università degli Studi di Siena (Arezzo) - Lettere e Filosofia 2; Invitato da Carolyn Carlson‚ ha insegnato alla Biennale di Venezia. LA COMPAGNIA SOSTA PALMIZI. La storia La Compagnia Sosta Palmizi è stata una - e la più considerevole - tra le primissime formazioni di danza contemporanea in Italia ()‚ e l’attuale Associazione‚ che vede alla sua guida due dei coreografi del gruppo iniziale‚ costituisce oggi un punto di riferimento artistico e pedagogico importante per le nuove generazioni di danzatori e coreografi. In vent’anni‚ Raffaella Giordano e Giorgio Rossi hanno dato vita‚ con instancabile spirito di ricerca e inconfondibile stile personale maturato nel tempo‚ a creazioni largamente apprezzate non solo nel nostro Paese e‚ con senso di responsabilità e sacrificio personale‚ si sono impegnati anche nella formazione‚ nel sosteg

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