Desiderio e "sacro" in Flaubert(Alberto Carrara)Ed.Vita
Edizione di rara reperibilità. Autore: Alberto Carrara Editore: Vita e Pensiero Anno: settembre - Prima Ristampa Libro in ottimo stato. Copertina in brossura illustrata Pagg.192 - Formato: cm.24x17 - Questo studio analizza alcune costanti narrative che riguardano il tema del desiderio e, in particolare, dell'amore in Gustave Flaubert. I desideri e gli amori dei protagonisti flaubertiani vengono spesso raccontati con immagini che si riferiscono all'assoluto, al trascendente. Il desiderio, in qualche modo si sacralizza. Oppure, all'opposto il sacro si traveste dei desideri dei personaggi. La spiegazione dell'incrocio tra desiderio e sacro viene fatta risalire, sulla traccia delle tesi di Denis de Rougemont e di Henri de Lubac, a antiche matrici religiose. Sono le concezioni del mondo di tipo dualista, nelle quali spirito e materia, uomo e Dio, sono in dissonanza. La retorica amorosa, di cui Flaubert appare come uno degli epigoni, è debitrice di una disarmonia dualista, è la Passione che si serve dell'oggetto desiderato come pretesto per rincorrere un Altro, che però non raggiunge mai perchè è estraneo all'uomo. Diversamente dalla Passione, l'Agape è desiderio di un Altro che viene accettato nella sua limitatezza perchè il soggetto desiderante crede in un Assoluto che non nega la creatura, ma la assume. L'Agape nasce dal mondo dell'armonia fra spirito e materia, fra uomo e Dio. Flaubert ignora l'Agape. Descrive invece la Passione, con i suoi sconfinamenti sacri ma, insieme, li denuncia; è la fine di una retorica del desiderio e la fine di una cultura. Ed è, insieme, l'inizio del travaglio del mondo contemporaneo.-