La crisi americana di Alberto Ronchey, "I Garzanti" 1^ ediz.
La crisi americana Alberto Ronchey Nella collezione "I Garzanti" 1^ edizione: ottobre Copertina morbida, pagine 242, formato cm. Cm. 11X18 Condizioni pari al NUOVO come da foto Alberto Ronchey (Roma, 27 settembre - Roma, 5 marzo ) è stato un giornalista e scrittore italiano, ministro per i Beni e le Attività Culturali nel Governo Amato I e nel Governo Ciampi. Laureato in giurisprudenza iniziò giovanissimo la carriera giornalistica, al quotidiano La Voce Repubblicana (organo del PRI), del quale fu poi direttore. Lavorò anche a Il Mondo e a Il Resto del Carlino. Fu inviato a Mosca per il Corriere della Sera di Alfio Russo, per passare successivamente a La Stampa, dove fu inviato speciale prima e direttore poi (). In seguito svolse un'intensa attività pubblicistica come editorialista del Corriere della Sera e la Repubblica, oltre che di alcuni settimanali. In quegli anni lavorò pure nella RAI. Ricoprì la carica di ministro per i Beni culturali e ambientali nei governi Amato () e Ciampi (). Dopo l'esperienza governativa, fu nominato presidente della società Rizzoli Corriere della Sera (). Alcuni neologismi o locuzioni coniati da Ronchey sono divenuti parte integrante del lessico comune: lottizzare per descrivere la spartizione degli incarichi in un ente, in specie nella RAI, in base all'appartenenza politica dei candidati piuttosto che alle loro capacità professionali; fattore K - dal russo Kommunizm (Comunismo) - utilizzato per la prima volta in un editoriale del Corriere della Sera del 30 marzo , per spiegare il mancato ricambio delle forze politiche governative nei primi cinquant'anni dell'Italia repubblicana: l'alternanza era impedita dalla presenza di un grande partito comunista, principale forza di opposizione che, per ragioni di alleanze ed equilibri internazionali, non poteva giungere al potere. Durante la sua esperienza ministeriale fu promulgata la legge n. 4 del 14 gennaio (cosiddetta legge Ronchey) concernente la gestione dei servizi aggiuntivi negli Istituti d'Arte e Antichità dello Stato. Dal matrimonio con la scrittrice Vittoria ebbe una figlia, la bizantinista Silvia Ronchey.