Libro "La stanza degli spiriti" di Shilpa Agarwal Trama;A Bombay, Pinky, tredici anni, vive con la nonna Maji, che l'ha adottata dopo la morte della madre, e la sua famiglia. Nonostante l'amore della nonna, Pinky non riesce a superare un senso di emarginazione. Però ama quella casa con il giardino tropicale, i suoi alberi di mango, il profumo di sandalo e di cumino fritto. E poi c'è Nimish, il bel ragazzo da cui vorrebbe ricevere le stesse at che gli uomini dedicano alle donne. Ma quando, una notte, Pinky sorprende Nimi con la sua migliore amica, la sensazione di solitudine si fa ancora più esaspe Pinky piange nel silenzio della casa, mentre strani tintinnii e fruscii d'acqu la raggiungono da dietro una porta. Una porta misteriosa, che Maji spranga ogni sera per riaprirla al mattino, vietando ai bambini anche solo di toccarla Pinky non ha mai saputo che cosa ci fosse là dentro e ora il desiderio di trasgredire al divieto le sembra l'unico modo per trovare sollievo. In fondo, che altro potrebbe accaderle di peggio? Invece il peggio è proprio dietro quella porta. Perché Pinky, tirando quel chiavistello, libera un fantasma impr da tredici anni. Lo spirito di una neonata uccisa, che prende a ossessionarla, insieme a tutti gli altri della casa, scardinando l'apparente pace della famiglia con la stessa violenza di un monsone. Nessun rituale potrà fermare la forza della verità, e non ci sarà altra strada per Maji che accettare il passato per allontanare gli spiriti, ombre esterne dei fantasmi che vivono in lei.
ISBN: , SKU: , AUTHOR: Grant, Sara / Malkovsky, Bradley J., PUBLISHER: University of Notre Dame Press, Toward an Alternative Theology: Confessions of a Non-Dualist Christian is the spiritual and intellectual autobiography of Sara Grant, a Roman Catholic Scottish nun, who, until her death in , established herself as one of the leading twentieth-century figures in Indian Christian theology and the contemplative life. In this slim volume, Grant recounts her search not only for God, but for a right understanding of God, as well as for a way of rethinking Christian teachings on the mystery of God's relation to the world that could overcome widespread popular dualisms. Grant's odyssey begins with experiences from her childhood and follows her entrance into the novitiate of the Society of the Sacred Heart, where she began an intensive study of Aquinas. After training in classics and philosophy at Oxford University, Grant traveled to India, where she spent the remainder of her life, first as a professor of philosophy at Sophia College, Bombay, and later in Pune in the dual role of professor at Jnana-Deepa-Vidyapeeth and head of a Christian monastic community. Grant studied Sanskrit and became an expert on Sankara (ca. 700 C.E.), the authoritative Hindu exponent of the doctrine of non-duality. Reading Aquinas and Sankara in a method of mutual illumination led Grant to discover that the non-dualistic, or advaitic, insight was compatible with Christian theology, and in fact is present, though underdeveloped, in all authentic Christian doctrine. Appearing for the first time in the United States, this engrossing book eloquently recounts the life of a remarkable woman and shows how Christian theology and spirituality can be enriched by encountering the experiences and concepts of advaita.This updated edition includes a new introduction by Bradley Malkovsky.
Originale anni 60: vendo splendido e raro album-guida di Ajanta (sito archeologico indiano patrimonio dell'UNESCO), composto da una copertina-raccoglitore in cartoncino di lino, due pagine fronte retro con la spiegazione degli affreschi in inglese e 12 schede a colori con fotografie delle opere descritte. Misure: cm 23 x 31 Prodotto da: Directorate of Tourism, Government of Maharashtra Stampato da: Tata Press Ltd. Bombay Euro Le grotte di Ajanta del Maharashtra, India, sono monumenti scavati nella roccia databili al II secolo a.C. che contengono dipinti e sculture considerati pietre angolari dell'arte religiosa buddhista e dell'arte pittorica monumentale. Le grotte si trovano subito fuori dal villaggio di Ajinh nel distretto di Aurangabad (Maharashtra). Dal le grotte di Ajanta sono un patrimonio dell'umanità dell'UNESCO. Secondo il National Geographic "la fede è il motivo per cui per secoli quasi tutti i templi buddhisti, compresi quelli di Ajanta, vennero costruiti sotto il comando ed il patrocinio dei re Hindu". Le grotte si trovano in una scarpata a forma di zoccolo di cavallo, coperta da alberi e cespugli a circa 3,5 km dal villaggio di Ajanta, nel distretto di Aurangbd, nello stato di Maharashtra. In fondo alla scarpata scorre il Waghur, un ruscello di montagna. Ci sono 29 grotte (numerate in maniera ufficiale dall'Archaeological Survey of India), scavate sul versante meridionale del burrone ad un'altezza variabile tra i 12 ed i 33 metri rispetto al fiume. Il complesso monastico di Ajanta è composto da molti vihara (appartamenti monastici) e chaitya (stupa) scavati in due fasi. La prima fase viene chiamata Hinayana (riferendosi al Buddhismo Hinayana, dove il Buddha veniva pregato). Ad Ajanta le grotte e 15A (quest'ultima scoperta nel e non ancora ufficialmente numerata) vennero scavate durante questa fase. Gli scavi hanno venerato il Buddha sotto forma di stupa, o collinette.
Originale anni 60: vendo splendido e raro album-guida di Ajanta (sito archeologico indiano patrimonio dell'UNESCO), composto da una copertina-raccoglitore in cartoncino di lino, due pagine fronte retro con la spiegazione degli affreschi in inglese e 12 schede a colori con fotografie delle opere descritte. Misure: cm 23 x 31 Prodotto da: Directorate of Tourism, Government of Maharashtra Stampato da: Tata Press Ltd. Bombay Euro Le grotte di Ajanta del Maharashtra, India, sono monumenti scavati nella roccia databili al II secolo a.C. che contengono dipinti e sculture considerati pietre angolari dell'arte religiosa buddhista e dell'arte pittorica monumentale. Le grotte si trovano subito fuori dal villaggio di Ajinṭhā nel distretto di Aurangabad (Maharashtra). Dal le grotte di Ajanta sono un patrimonio dell'umanità dell'UNESCO. Secondo il National Geographic "la fede è il motivo per cui per secoli quasi tutti i templi buddhisti, compresi quelli di Ajanta, vennero costruiti sotto il comando ed il patrocinio dei re Hindu". Le grotte si trovano in una scarpata a forma di zoccolo di cavallo, coperta da alberi e cespugli a circa 3,5 km dal villaggio di Ajanta, nel distretto di Aurangābād, nello stato di Maharashtra. In fondo alla scarpata scorre il Waghur, un ruscello di montagna. Ci sono 29 grotte (numerate in maniera ufficiale dall'Archaeological Survey of India), scavate sul versante meridionale del burrone ad un'altezza variabile tra i 12 ed i 33 metri rispetto al fiume. Il complesso monastico di Ajanta è composto da molti vihara (appartamenti monastici) e chaitya (stupa) scavati in due fasi. La prima fase viene chiamata Hinayana (riferendosi al Buddhismo Hinayana, dove il Buddha veniva pregato). Ad Ajanta le grotte e 15A (quest'ultima scoperta nel e non ancora ufficialmente numerata) vennero scavate durante questa fase. Gli scavi hanno venerato il Buddha sotto forma di stupa, o collinette.