Prestigiosa edizione UTET Classici delle religioni, Sezione prima diretta da Oscar Botto - Le religioni orientali Prima edizione . Copertina rigida in tela rossa con fregi e titoli in oro sul dorso, rilegato. Pagine: 660. Dimensioni: 15,5 x 23,5 x 5,5 cm. Curatore e traduttore: Arnaldo Alberti. Libro allo stato di NUOVO, perfetto, senza segni di nessun genere, copertina e pagine intonse. Nessuna sottolineatura o scritta. Come appena uscito dal negozio, comprato, mai letto e conservato sempre benissimo in biblioteca personale. La qual cosa è assolutamente evidente dal fatto che le pagine sono assolutamente compatte tra di loro e resistono allââŹ(TM)aprirle, e risultano perfettamente bianche sia allââŹ(TM)interno che ai tagli, il che è verificabile nelle foto aggiuntive annesse alla scheda. LââŹ(TM)intero corpus avestico, il libro sacro dellââŹ(TM)antichissima religione annunciata dal profeta Zarathustra che ci rimane, è qui tradotto per la prima volta integralmente in italiano. Il tutto si deve al bravissimo Arnaldo Alberti, un privato studioso che non ama il proscenio e per questo merita un doppio applauso. La figura di Zarathustra, come spesso accade con i fondatori di grandi religioni, è avvolta nel mito. Lo hanno definito il primo saggio dellââŹ(TM)umanitĂ , ma nessuno saprebbe precisare lââŹ(TM)epoca della sua esistenza. Per i greci, che ne mutuarono gli insegnamenti, Zoroastro, come essi lo chiamarono, sarebbe vissuto seimila anni prima di Platone. Si tratta, evidentemente, di una datazione fantastica. Tuttavia, sullââŹ(TM)onda del mito, si è quasi tentati di dire, allââŹ(TM)ottava alta e in forma poetica, cosĂŹ: quando il sole non aveva ancora squarciato le tenebre che ricoprivano le nostre lande, sullââŹ(TM)altopiano iranico risuonava solenne la parola del magnanimo Zarathustra. Ex oriente lux! Bisogna averlo percorso, quellââŹ(TM)altopiano, per sapere quanto esso parli una lingua antica. Per secoli lââŹ(TM)Avesta, come del resto il Rigveda e altri testi dellââŹ(TM)alta sapienza orientale, fu tramandato oralmente. Si presume che una prima stesura sia stata fatta nel X secolo avanti Cristo. In seguito e fino alle soglie dellââŹ(TM)era islamica, il nucleo originario, ossia lââŹ(TM)Avesta antico, si accrebbe di nuovi inni e di nuove disposizioni liturgiche, che costituiscono lââŹ(TM)Avesta piĂš recente. Di tutto quellââŹ(TM)insieme, a noi è giunto appena un quarto o un quinto, che si suddivide in sezioni: Yasna (ufficio divino) è un libro fondamentalmente liturgico e contiene le Gatha, inni sacri attribuiti allo stesso Zarathustra. Seguono il Khordah Avesta (libro di preghiere), il Videvdat (libro dedicato alle leggi e forse la parte piĂš bella) e il Visperad (libro liturgico). Infine abbiamo frammenti di varia ampiezza di altri libri. Zarathustra non si limita a raccogliere la parola del suo dio, che chiama Ahura Mazda, ÂŤsignore che crea con il pensieroÂť, ma lo interroga con ritmo incalzante sui misteri del mondo. Vuole sapere ed esige delle risposte: ÂŤQuesto io ti chiedo, o Ahura, e tu rispondimi apertamente. Chi, dando inizio al creato, è stato fin dallââŹ(TM)inizio il padre di Asha, il Vero? Chi ha stabilito il cammino del sole e delle stelle? Da chi proviene il crescere e lo scomparire della luna? Questo e altro ancora, o Mazda, desidero sapereÂť. Oppure: ÂŤQuesto io ti chiedo, Ahura: le cose che io rivelo sono veramente la veritĂ ?... Con queste domande io ti aiuto, o Mazda, a farti conoscere come creatore di tutte le coseÂť. Giustamente lââŹ(TM)Alberti scrive che nellââŹ(TM)Avesta è lââŹ(TM)uomo a interrogare dio e che la rivelazione non è ÂŤun dono spontaneo delle divinitĂ , ma la conquista del pensiero umanoÂť PAGAMENTO: accettato tramite bonifico bancario, carta prepagata postale, paypal. SPEDIZIONE: con Piego di Libri raccomandato a 5 âŹ.
Proposto da: Agenzia Prezzo: ⏠Tipo Immobile: trilocale Mq: 140 Classe energetica: G, IPE 175 KWh/m² anno Comune: Roma 1' piano con 2 balconi di cui uno con splendido affaccio su villa Lais. L'immobile si presta ad essere ristrutturato e la metratura nonchÊ la disposizione delle stanze permettono una massima personalizzazione a seconda delle esigenze. Attualmente dall'ampio ingresso si accede ad un salone di 36 mq con un balcone con affaccio diretto sul parco, una cucina abitabile con balcone laterale, 3 grandi stanze (una adibita a studio), 2 bagni di cui uno con vasca (vasca da disabile) e 1 stanzino. contabilizzatori di calore wireless ai termosifoni. l'immobile si trova in una strada molto tranquilla e poco trafficata, è vicino a fermate autobus e metro e la stazione tuscolana è facilmente raggiungibile. Brevi note su VILLA LAIS: L'attuale Villa, situata in prossimità del tratto urbano di via Tuscolana, è un esempio di residenza suburbana risalente ai primi anni del '900. La villa originaria occupava un'area all'altezza del km 2 della via Tuscolana, delimitata a nord dal passaggio del rivo dell'Acqua Mariana o "Marrana di Santa Maria", che in questa zona aveva dato sviluppo all'agricoltura ed alla produzione, e a est dal percorso degli antichi acquedotti. La villa riesce ancora a conservare il fascino di minuta residenza di campagna. Dove si trova: Municipio Roma IX, quartiere Tuscolano Epoca: XIX-XX Secolo Estensione: mq Ingressi: piazza Cagliero 20, via Paolo Albera, via Deruta, via Giacomo Costamagna Nei secoli XVII e XVIII l'area risultava suddivisa in due vigne, una denominata "alli Condotti", dalla vicinanza dei condotti dell'Acquedotto Felice, l'altra "alla Ferriera", dal nome di un opificio per la lavorazione del ferro. La proprietà dei terreni restava in ogni caso appannaggio del latifondo ecclesiastico, il Capitolo Lateranense, che nel cedette una delle due vigne in enfiteusi a Carlo e Lorenzo Merolli, mercanti di campagna, le cui famiglie ne risultarono detentrici fino alla prima metà dell'800. Nella seconda metà del secolo fu di proprietà dei Costantini e nel il nucleo centrale dei tre edifici venne a far parte degli "Orti Lais". I Lais trasformeranno la rustica vigna in residenza borghese suburbana, senza per questo cancellarne la funzione, con interventi di riqualificazione del complesso iniziati da Filippo Lais. Venne creato un giardino "padronale" limitrofo al villino e costruiti nuovi edifici di servizio (vaccheria, garage-scuderia, serra, case d'abitazione per il giardiniere e gli addetti alla gestione produttiva). Alla metà degli anni '50, con la creazione del vicino quartiere di abitazioni, l'area originaria della Villa di fatto si ridusse a quella attuale. Della tenuta sono rimasti otto edifici di varie dimensioni con differenti destinazioni d'uso, il piccolo giardino padronale e una piccola parte degli orti. Quasi tutti gli edifici sono stati ristrutturati e funzionano come sedi gestionali di servizio o di attività sociali e il giardino padronale è stato, dal a oggi, in parte recuperato. L'area, una volta ortiva, è stata invece interessata da un progetto di risistemazione che l'ha infine caratterizzata come parco attrezzato, con l'inserimento di un "anfiteatro" all'aperto per manifestazioni spettacolari. L'edificio principale, restaurato dall'Amministrazione comunale nel , si presenta come un parallelepipedo movimentato da due corpi rialzati ai lati: uno, sede di una piccola cappella privata di gusto eclettico, e l'altro decorato come una torretta. Gli ambienti dell'edificio sono caratterizzati da una varietà di motivi ornamentali. Ogni stanza è decorata secondo uno stile differente legato alla sua funzione: un salotto con motivi floreali di stile liberty; un androne con piccoli frammenti marmorei e piccoli falsi murati nelle pareti e controsoffittature decorate con grottesche e motivi antichi, una sala di rappresentanza con medaglioni-ritratto di uomini illustri.
SONO APERTE, PRESSO LA SEDE DELLA COMPAGNIA LA PINGUICOLA SULLE VIGNE, LE ISCRIZIONI PER IL SEMINARIO DI DANZA CHE IL FAMOSO COREOGRAFO GIORGIO ROSSI DELLâASSOCIAZIONE CULTURALE SOSTA PALMIZI TERRĂ DA VENERDĂ 30 APRILE A DOMENICA 2 MAGGIO Sono aperte, presso la sede della Compagnia La Pinguicola sulle Vigne (Vico Tana 16 Rosso - Genova - Tel. 010 ), le iscrizioni per il Seminario di Danza che il famoso coreografo Giorgio Rossi dellâ Associazione culturale Sosta Palmizi, terrĂ da VenerdĂŹ 30 Aprile a Domenica 2 Maggio . Per informazioni e adesioni è possibile telefonare al numero 347 . Lâorario delle lezioni è il seguente: 30 Aprile dalle 19 alle 22; 1Âş Maggio dalle 14 alle 18; 2 Maggio dalle 11 alle 15. Giorgio Rossi è uno dei piĂš famosi e affermati danzatori e coreografi in ambito nazionale. Il Seminario rientra nei Percorsi UbiDanza che la Compagnia La Pinguicola sulle Vigne organizza per il terzo anno di seguito, grazie al lavoro di Davide Frangioni e Aline Nari e rivolge principalmente (ma non esclusivamente) a giovani danzatori di livello avanzato ai quali si vogliono offrire delle opportunitĂ di approfondimento in linea con la poetica della Compagnia e le tendenze piĂš attuali della scena contemporanea. GIORGIO ROSSI. Profilo Nato a Tradate (Varese) nel â si trasferisce allâetĂ di un anno in Ticino (Svizzera), dove vive sino allâetĂ di diciassette anni. AllâetĂ di quattro anniâ vedendo il clown Dimitri esibirsi nel surreale tempo della scenaâ capisce che il teatro è la sua vita. Sin da bambino si avvicina a questo mondoâ frequentando corsi e seminari che lo portanoâ nel â a studiare presso la scuola âQuelli di Grokâ di Milano. In seguito frequenta il âConservatoire National des Arts du Cirque et du Mimeâ di Parigi e lavora con J. Roussillo. Nel entra nella compagnia Teatro e Danza La Fenice di Veneziaâ diretta da Carolyn Carlsonâ partecipando agli spettacoli âUndici ondeââ âUnderwoodâ e allâopera âLâOrfeo di Glukâ. Tra il e il lavora come solista con D. Petitâ J. Rochereauâ il gruppo rock-punk Dr. Chattanuga e i suoi Navarones. Lâanno seguenteâ fonda il Teatro Alogeno a Milano eâ prodotto dal C.R.T.â crea con G.B. Storti âImprovvise identificazioniâ. Nel crea lâassolo âQuesto e quellâaltroâ per il Cantiere Internazionale dâArte di Montepulciano. Nel è co-fondatore della compagnia Sosta Palmizi con la qualeâ come danzatore e coreografoâ crea gli spettacoli âIl Cortileâ ()â âTufoâ () e âPerduti una notteâ (). Si scioglie nel il nucleo dei fondatori di Sosta Palmiziâ ma Giorgio Rossi e Raffaella Giordano mantengono in vita lâAssociazione culturale Sosta Palmiziâ di cui diventano direttori artistici e sotto la cui sigla producono spettacoli di giovani danzatori e coreografiâ oltre alle loro creazioni. Nel coreografa ed esegue lo spettacolo âDai colliâ con scenografie di Andrea Pazienza e nello stesso anno crea le coreografie per il film âLe avventure del barone di Munchausenâ di Terry Gillian. Nel crea le coreografie per il riallestimento dello spettacolo âAliceâ di Lindsay Kemp. Nel realizza âFrail Creationâ per la Collage Dance Company di Oslo. Nel realizza gli spettacoli âLa stanzaâ per la compagnia Grif Theatre di Amsterdam e âRapsodiaâ per una stalla. Nel partecipa come danzatore allo spettacolo âI forestieriââ coreografato da Raffaella Giordano. Nel luglio coreografa e danza lâassolo âBaloccoâ. Nel luglio debutta a Torino Danzaâ in coproduzione con il Festival RomaEuropaâ lo spettacolo âDanze rosa bluââ da unâidea di Giorgio Rossi e con le coreografie di Raffaella Giordano e Giorgio Rossi e le musiche di Schostakovic. Nel coreografa e interpreta lo spettacolo per tre danzatori e un pianista âSul coraggioâ. Nello stesso annoâ insieme a Raffaella Giordanoâ riunisce il nucleo storico della Compagnia Sosta Palmiziâ sciolta nel â per partecipare alla Maratona Internazionale di Danza presente allâinterno del XXXVIII Festival dei Due Mondi di Spoletoâ con frammenti da âIl cortileâ. Ancora nel , con lo stesso gruppoâ partecipa alle riprese di alcune scene del film Io ballo da sola di Bernardo Bertolucci. Nel debutta a Oslo con la coreografia âCome nuvole con danzatori norvegesiââ su musiche di Jon Balke. Nel debutta lâassolo âE la tua veste è biancaâ. Con Flavia Mariniâ nel â crea la coreografia di âExpo 97ââ concerto di Jon Balkeâ per il Festival Internazionale di Jazz di Molde (Norvegia). Al Castello Pasquini di Castiglioncelloâ in coproduzione con il Festival della Riviera Etruscaâ nel â debutta lo spettacolo âPiumeââ nato dalla collaborazione con Vasco Mirandola e Simone Sandroni. Sempre nel collabora con Banda Osiris alla produzione di âSinfonia Fantasticaâ. Nel partecipa con lo spettacolo âPiumeâ alla Biennale della Danza di Lione e riceve il Premio della critica âDanza&Danzaâ quale miglior coreografo/danzatore. Il 23 aprile debutta al teatro al Parco di Parma con il nuovo spettacolo âSpara alla Pioggiaââ soggetto di Paolo De Falco di Teatrograd con testi di Francesco Niccoliniâ prodotto in collaborazione con il Teatro delle Briciole di Parma ed il Teatro Kismet di Bari. Nel coreografa âOltreââ insieme a Simone Sandroniâ per il Teatro del Muk (Teatro del Silenzio di Padova) diretto da Vasco Mirandola. Inoltreâ per la Casa degli Alfieriâ interpreta e realizza le coreografie per lo spettacolo dedicato a Cesare Paveseâ âE dâaccanto mi passano femmine...ââ testi scritti e interpretati da Marco Baliani. Lo spettacolo âPiumeâ riceve il Premio Florencio - Uruguay come miglior spettacolo straniero dellâanno. Nel Giorgio Rossi è autore e interprete di due nuove produzioniâ âCasoâ e âGli scordĂ tiâ. âCasoââ progetto di improvvisazione di musicaâ danza e poesia doveâ di volta in voltaâ si esibisce sul palcoscenico con diverse formazioni di musicisti jazz (Paolo Fresuâ Danilo Reaâ Furio Di Castriâ Gian Luigi Trovesi e altri)â danzatori e poeti (tra cui Stefano Benniâ Vasco Mirandola). Lo spettacolo debutta allâOpera Festival di Bassano del Grappa nellâagosto . âGli scordĂ tiâ (prodotto da Sosta Palmizi in collaborazione con il Teatro Comunale di Castiglion Fiorentino e con il sostegno del Festival Oriente Occidenteâ il Teatro Comunale di Ferrara) spettacolo per 6 danzatori su musiche originali di Giovanni Venostaâ autore della colonna sonora del film Pane e Tulipani e testi di Vasco Mirandola. Giorgio Rossi partecipa, inoltreâ alla realizzazione delle coreografie del nuovo progetto di Marcello Chiarenza âOmbra di lunaâ, spettacolo di circo teatroâ una produzione della Biennale di Venezia e del Circo Contemporaneo di Brescia. Nel crea e interpreta le coreografie per lo spettacolo âLa notte di Federicoâ con musiche originali di Federico Amendola e interpretazione di Arnoldo FoĂ . Partecipa a vari progetti interdisciplinari nel campo della musica e del teatro come al Festival di Radicandoli con Maria Cassi (attrice e cantante) e Leonardo Brizzi (compositore pianista) con 25 abitanti del postoâ dal titolo âMi rammentoâ; al Festival dellâAmiata con Sandro Berti (musicista attore) della Banda Osiris; per il corpo di ballo del Teatro Massimo di Palermo crea la coreografia âLa piazzaâ per 14 danzatori con lâattore Vasco Mirandola su testi di Tonino Guerraâ in occasione del galĂ annualeâ e del Teatro di Verdura. Nel debutta con lo spettacolo âHic!â, frutto di una collaborazione con la coreografa Rebecca Murgi e con lo spettacolo âLolitaââ con lo scrittore Stefano Benni e il musicista Paolo Damiani. Nel crea e interpreta il suo quarto assoloâ âAlmaââ una creazione ispirata ai testi di C. Paveseâ P. Nerudaâ A. Merini. Nel realizza âLa Favola Esplosaââ uno spettacolo per tutte le etĂ liberamente ispirato alle âFiabe Italianeâ di Italo Calvinoâ che mette in scena cinque danzâattori in movimenti narranti e tra-ballanti. Nel â crea ed interpretaâ âA. Paz. Una creazioneâ che riprendeâ tra danzaâ parole e immaginiâ molta della produzione bizzarra e autobiografica di Andrea Pazienza. Nel realizza e danzaâ insieme a tre danzatoriâ âRamiâ come quando fuori pioveââ una co-produzione Sosta Palmizi con La Corte Ospitale di Rubiera e la Fondazione Fabbrica Europa. Nel medesimo annoâ interpreta âEdipoâ nello spettacolo di Lucia Poli âEdipo e la Piziaââ e lo vediamo in scena insieme alla cantautrice romana Paola Turci in âCieloââ per una voce danzante e un corpo sonoro. Conclude il con il progetto originale intitolato âSteps from Tuscanyâ commissionato dalla Regione Toscana in occasione della fiera internazionale di Obuv a Mosca - Russia. Nel realizza il progetto interculturale âDialogueâ in collaborazione con il Festival Fabbrica Europa e il Comune di Arezzo. Parallelamente al suo percorso di danzatore e coreografoâ si dedica assiduamente allâinsegnamento per formare danzatori. Propone regolarmente seminari e lezioni presso la sala prove dellâAssociazione Sosta Palmizi e in numerose istituzioni didatticheâ come: Conservatorio Duncan di Praga; Accademia Nazionale di Pechino; Opera di Oslo e Istituto Nazionale di Danza Contemporanea Norvegese; Accademia di Rotterdam; Scuola Civica dâArte Drammatica di Milano; Corsi di formazione professionale finanziati dallâU.E.; Forum Dança di Lisbona; UniversitĂ degli Studi di Siena (Arezzo) - Lettere e Filosofia 2; Invitato da Carolyn Carlsonâ ha insegnato alla Biennale di Venezia. LA COMPAGNIA SOSTA PALMIZI. La storia La Compagnia Sosta Palmizi è stata una - e la piĂš considerevole - tra le primissime formazioni di danza contemporanea in Italia ()â e lâattuale Associazioneâ che vede alla sua guida due dei coreografi del gruppo inizialeâ costituisce oggi un punto di riferimento artistico e pedagogico importante per le nuove generazioni di danzatori e coreografi. In ventâanniâ Raffaella Giordano e Giorgio Rossi hanno dato vitaâ con instancabile spirito di ricerca e inconfondibile stile personale maturato nel tempoâ a creazioni largamente apprezzate non solo nel nostro Paese eâ con senso di responsabilitĂ e sacrificio personaleâ si sono impegnati anche nella formazioneâ nel sosteg