"Raccolta di quindici Costumi li più interessanti della Svizzera" Disegnati ed Incisi all'Acquaforte da Bartolomeo Pinelli Romano sono 16 Incisioni (15 Tavole di Costumi + 1 Tavola Frontespizio, ripetuta sulla Cartella) ogni Tavola è Firmata in lastra dall'Autore la Raccolta è datata (e viene citata da molte fonti) questa Edizione, dell'82 si è potuta realizzare riunendo, per l'occasione, le Matrici Originali in possesso dei vari Eredi è stata Stampata rispettando Tecniche e Materiali simili a quelli dell'Epoca su Pregiata "Carta China" misura Cartella cm.35,5 x 26 nel Colophon potete leggere tutti i particolari (alcuni soggetti sono disponibili anche al di fuori della Cartella) e non di tutti li ho potuto mettere foto grande qui spedisco con Assicurata A.R. euro potete anche ritirarla a Todi (o a Roma dopo l'acquisto e su appuntamento) oppure altro eventuale costo unico di spedizione per oggetti che possano essere inviati insieme
Antonio Zancanaro più noto come TONO, nasce nel a Padova dove frequenta i corsi serali dell’Istituto d’arte “Pietro Selvatico”. Incisore all’acquaforte e punta secca, litografo, pittore, grafico e ceramista, negli anni Trenta inizia a dipingere entrando in contatto con Ottone Rosai, che considererà sempre "il suo Maestro". La prima incisione all'acquaforte, scoprendo una tecnica che lo affascinò per tutta la vita, è realizzata nel , mentre è del la sua partecipazione alla Quadriennale d'Arte di Roma con una sala personale (mentre nel vince il Premio Bianco&Nero). Nei primi anni '50 scopre il mondo delle mondine, cui dedica decine di lavori, e la realtà sociale del basso Polesine. Vince il primo premio per l'incisione alla Biennale d'Arte di Venezia del e nello stesso anno scopre la ceramica e la terracotta, recandosi a studiare le tecniche relative nei luoghi d'elezione: da Sciacca a Rosenthal. Alla rassegna Tassesca di Ferrara del vince il I° premio per le illustrazioni della "Gerusalemme Liberata". Nel intraprende un viaggio in Cina dal quale torna con interessanti schizzi e disegni. Nel Tono si dedica, su sollecitazione di Carlo Ludovico Ragghianti, ad illustrare la Divina Commedia per conto della Laterza di Bari. Dal al tiene la cattedra d’Incisione all’Accademia di Belle arti di Ravenna. Sempre negli anni settanta inizia una proficua collaborazione con il nipote Sylvano Bussotti, musicista musicologo, regista teatrale, scenografo, per il quale realizzerà scene e costumi di diverse opere. Il 17 dicembre si inaugura al Palazzo dei Diamanti di Ferrara la prima mostra antologica del Maestro, che riassume i quarant'anni di ricerca e di attività pittorica e grafica. La folla accorsa da ogni parte è impressionante e con un riscontro sulla stampa notevole. Zancanaro si è dedicato anche a diverse tecniche espressive eseguendo ceramiche, bronzi, graffiti su vetro soffiato (per la SALIR), mosaici e arazzi. Muore presso l'ospedale di Padova nel . Nella sua carriera ha vinto il Premio Viareggio per l’illustrazione (), la medaglia d’oro alla V Mostra Bianco e Nero (Torino, ). Sue opere figurano anche presso le Gallerie d’Arte di Mosca, Varsavia, Pechino e Shanghai. Dal è stato aperto al pubblico l’Archivio personale nella città natale.- Bibliografia: C.L. Raggianti, "Tono Zancanaro", Firenze . "Tono Zancanaro: cinquant’anni di attività artistica", Catalogo, Milano . M. Gaddi, "Tono Zancanaro, Incisioni", Belluno . M. Rigoni Stern, F. Loperfido, "Tono Zancanaro, solda’ sensa s’ciopo: disegni di vita militare", Ferrara . E. Castellan, "Zancanaro Tono", in La Pittura in Italia. Il Novecento/.
Incisione (stampa) di Pietro Bonato (), pittore e incisore italiano del Barocco, allievo di Giovanni Volpato, amico di Canova, che, nel , ne fece incisioni su rame (acquaforte e bulino) con la leggenda "FRANCESCO BARBIERI DETTO IL GUERCINO DIPINSE / DOMENICO DEL FRATE DISEGNÒ / PIETRO BONATO VENETO BASSANESE INCISE ROMA /...". Il Guattani nel parla di questo lavoro nelle "Memorie Enciclopediche Romane", affermando che il Bonato stava incidendo le lastre copiando due opere originali del Guercino, che si trovavano nel palazzo di una famiglia d'origini bolognesi, gli eredi Zagnoni. Si tratta di un'incisione di oltre 200 anni. Dimensioni, senza cornice, cm 56x48. Nelle foto anche l'opera di Giovanni Francesco Barbieri (detto il Guercino). Una copia è visibile presso la Biblioteca Nazionale del Portogallo. Il British Museum ne ospita un'altra, di diverso soggetto. In un'asta da Christie's (24 maggio ), Castillo de Bendinat, Mallorca, una incisione del Bonato di analoghe dimensioni è stata battuta a Ptas). L'opera, naturalmente autentica, viene venduta con cornice di spessore cm 5 e vetro. E' visibile in ogni momento prima dell'eventuale acquisto. Data l'età, presenta qualche piccola macchia d'umidità, tuttavia è, nel complesso, ben tenuta.
Opera suggestiva, per qualità, importanza e rappresentatività, del maestro Emilio Greco, elegantemente incorniciata con una montatura in argento fatta a mano. Si tratta di un'opera la cui tecnica è quella dell'acquaforte all'incisione, rarissima da trovare sul mercato e presente in tutti i più importanti musei internazionali. Di qui il suo valore intrinseco e collezionistico. Misura ca. 70x100 e risale al . La copia in questione è una prova d'autore e proviene dalla galleria Rondanini di Roma. Pubblicata sul frontespizio del libro "I Commiati nell'arte incisoria di Emilio Greco", Firenze, Bezuga, , e nella tavola relativa, ben due volte, all'interno dello stesso libro. L'opera ha tutti i pedigree per poter essere messa sul mercato ed è impossibile reperirla sul mercato. Questo il motivo per cui può costare più del solito disegno a inchiostro di china di circostanza. Perché trattasi di capolavoro cui Greco ha dato in vita una valenza particolarmente rilevante. I "Commiati" sono il vertice dell'arte grafica di Emilio Greco. Si Prendono in considerazione permute parziali o totali, vista la quasi impossibilità di reperire commiati n. 10 sul mercato, con opere di altri artisti moderni e contemporanei di pari o superiore livello.
Arnoldo Ciarrocchi, incisione firmata e numerata "Colline marchigiane" (Foglio 12x16cm., Cornice 27x30cm) - Ciarrocchi nel , instradato dal padre Aurelio stampatore, si iscrive alla Scuola del Libro di Urbino, dove segue Leonardo Castellani, e realizza le prime lastre. Dal è a Roma: studia all'Accademia di Belle Arti con Ferrazzi e l'anno dopo inizia a lavorare per la Calcografia Nazionale come "torcoliere". Dopo la guerra, partecipa del linguaggio neo-espressionista della scuola romana, esponendo accanto a Sadun, Scialoja e Stradone (), artisti definiti "fuori strada". Intensifica la produzione incisoria, maturando un linguaggio personale il cui segno passa da una fase definita "bianca" dall'artista fino alla "maglia larga o a rete". Tra il e il insegna presso le cattedre di tecnica dell'incisione nelle Accademie di Belle Arti di Roma, Napoli, Palermo. Ha scritto "Io incisore" per i tipi di Sciascia. BIBLIOGRAFIA: D. Cecchi, A.Ciarrocchi, acqueforti dal al , Roma - Gli acquerelli di A.Ciarrocchi, catalogo Mostra, Bari -Ciarrocchi. Opere dal al , a cura di G. APPELLA, Mostra, Civitanova Marche, - ESPOSIZIONI: -: Venezia, galleria Il Cavallino ; Roma, Galleria del Secolo ; San Paolo del Brasile, I Biennale d'Arte, Premio per l'incisione; Roma, Calcografia Nazionale, antologica ; Roma, IV Quadriennale, Primo premio per l'incisione ; Venezia, I Mostra dell'Incisione italiana, Primo premio per l'acquaforte e ; Venezia, XXVIII e XXXI Esposizione Biennale Internazionale d'Arte ; Roma, galleria "L'Attico"Antologica.-(Per approfondimenti vedi:) -Cell. –
Joan Mirò (Montroig - Palma di Maiorca ) Eccezionale ENORME acquaforte all'acquatinta e carborundum, storica, del grandissimo Joan Mirò ORIGINALE, storica, ENORME, da museo! Dimensioni: 100 cm. x 80 cm. (con cornice magnifica fatta fare a mano in argento, spessa 5 cm., molto elegante e perfetta per l'opera) (solo la cornice vale quasi euro...), 90 cm. x 70 cm. (è una delle acquaforti più GRANDI di Mirò!) circa solo il foglio, bassissima tiratura (solo 50 esemplari in numeri arabi + qualche HC), esemplare HC Titolo: "Espriu Mirò" Anno: Firmata "Mirò" in basso a destra, numerata in basso a sinistra a matita HC, pubblicata sul catalogo della grafica di Mirò, rif. DUPIN III 872, pg. 194 PUBBLICATA A COLORI A PIENA PAGINA! Editore Sala Gaspar, Barcellona, su carta GVARRO con timbro a secco "Sala Gaspar", stampatore F.F. Torralba, Rubi (Barcellona). Autentica importante Galleria italiana Passata in importante asta internazionale Etichetta con codice a barro al retro con prezzo (di tanti anni fa...quando i Mirò forse si potevano ancora comprare...) STRAPUBBLICATA! QUESTA poi è tra quelle su carta GVARRO che è una carta MOLTO più SPESSA E PREZIOSA rispetto a quelle stampate su carta velina! Riferimenti: Joan Mirò Quinta tavola da Espriu- Mirò. Poesie di Salvador Espriu e tavole di Joan Mirò. Sala Gaspar Editore, Barcellona Stampatore F.F.Torralba, Rubi (Barcellona). Tiratura a 50 esemplari numerati e alcune prove fuori commercio stampate su carta "Guarro" con filigrana "Sala Gaspar". DUPIN III, 872. JOAN MIRO' Montroig Mallorca "Espriu Miro" - Original Hand Signed, Numbered Color Engraving Title: Espriu Miro. Technique: Original Color Engraving in Etching and Carborundum on Velin paper Paper Size: 86.5 X 69.5 cm / 34 X 27.4 inch. Additional Information: The Work is Hand Signed in pencil by the artist at lower right corner. It was printed in in the suite "Espriu - Miro" that included 8 etchings by Miro and poems by Salvador Espriu. It was published by Sala Gaspar, Barceluna in a limited edition of only 50 Hand signed and numbered proofs. The printing was done in J.J Torralba, Rubi, Barcelona. The paper bears the Sala Gaspar watermark. Literature: Miro Engraver by Jacques Dupin, Vol , Rizzoli. New York, . Referance: Dupin 872, illustrated full page 194. L'opera e' BELLISSIMA, dal vivo e' una cosa magnifica! L'opera in questione e' un vero gioiello: ha una raffinatezza ed una profondita' assolute. Non so se vi rendete conto di cosa stiamo parlando: stiamo parlando del piu' grande maestro del '900! Provate a vendere od acquistare un'opera del genere a New York, e vedete che quotazioni spunta: quando è andata in asta a New York un altro esmplare di quest'opera, ha fatto qualcosa come OLTRE dollari! Sinceramente se volete acquistare grande grafica, penso che probabilmente oltre Mirò non ci sia nulla. Le foto non rendono assolutamente giustizia alla bellezza di quest'opera. Avete l'occasione veramente di entrare nella storia dell'arte ed avere un capolavoro di uno dei massimi autori dell '900. Opere come queste, soprattutto soggetti particolari e delicati come questo, difficili da reperire, passano di solito a minimo euro, e non in Galleria, dove costano anche di più! Prezzo di assoluto realizzo!
PIATTI MURALI NICASIO CATANESE L'idea di raffigurare su piatti murali di preziosa porcellana le sembianze dei re che sono saliti sul trono di Sicilia nell'arco di sette secoli ci ha portato alla realizzazione nel della prima produzione dedicata alla dinastia dei Normanni: Ruggero II - Guglielmo I - Guglielmo II - Tancredi - Guglielmo III, Re che regnarono in Sicilia dal al . Nel iniziò la produzione dedicata alla dinastia degli Svevi: Enrico VI - Federico II - Corrado I - Corrado II (Corradino) - Manfredi, Re che regnarono in Sicilia dal al . Questi piatti sono realizzati dagli artigiani dello studio d'Arte Morbelli di Milano, sotto la guida esperta dell'artista "Goliardo Vecchi". Questi pezzi limitati a esemplari per monarca, con numerazione garantita da certificato di autenticità, sono decorati e incisi con smalti, oro zecchino e platino. I piatti della collezione, ideata da Nicasio Catanese, riteniamo sia destinata a divenire prestigiosa, poichè al valore intrinseco della squisita arte-porcellana, si abbina la raffigurazione iconografica dei sovrani di diverse dinastie che regnarono in Sicilia sin dall'instaurazione della monarchia nel lontano Natale dell'anno . Queste opere di indubbio valore ed eccezoinale interesse, esprimono tutta la passione e l'amore che Nicasio Catanese nutre per la terra di Sicilia ed ha cercato, così di esaltare la civiltà di un luminoso passato storico congiunto alle effigi dei protagonisti. SVEVI Enrico VI Federico II Corrado I Corrado II Manfredi L'opera in oggetto è venduta tutta intera, ed è disponibile in un solo formato: - piatti di cm 29, incisi ad acquaforte e decorati a mano.
Vendo libri dell'Accademia di Belle Arti già fotocopiati a metà prezzo, dato che sono di seconda mano e alcuni sottolineati a matita. La serie di libri comprende soli due libri originali. I libri sono i seguenti: - CONTEMPORANEA (no stampato): Arte dal a oggi. Poli, Corgnati, Bertolino, Del Drago, Bernandelli, Bonami. -STORIA DELL'ARTE 3. G. Dorfles, F. Laurocci, A. Vettese -IL COLORE DELLA LUNA, come vediamo e perché. P. bressan -UN APPROCCIO ALLA PERCEZIONE VISIVA. P. Bozzi, R Luccio - RUDOLF ARNHEIM, Arte e percezione visiva. G. Dorfles - MANUALE DI ESTETICA, dal pensiero greco al medioevo, volume 1. L. Amato - MANUALI RIUNITI DI PEDAGOGICA E DIDATTICA DELL'ARTE ESTETICA. L. Amato, G. Megna, S. Santuccio - LETTERATI E FILOSOFI NELLA SICILIA DELL'OTTOCENTO, Giuseppe D'Albergo e Nicolò Zocco. l. Amato, S. Greco -L'ESTETICO E IL GIURIDICO, Medioevo occidentale tra bellezza e diritto. L. Amato - IL MONREALESE PIETRO NOVELLI, analisi iconografica ed estetica. L. Amato, C. Brunetti - RELIGIONE E STORIE DELLE RELIGIONI. A. Brelich, M. Meslin - ABECEDARIO LA GRAFICA DEL NOVECENTO. S. Polano - FARSI UN LIBRO. A. Bandinelli, G. Lussu, R. Iacobelli - Le tecniche calcografiche d'incisione diretta: BULINO. Istituto Nazione per la Grafica (NO STAMPATO) - Le tecniche in piano: LITOGRAFIA E SERIGRAFIA. Istituto Nazionale per la Grafica - Le tecniche calcografiche d'incisione indiretta: ACQUAFORTE. Istituto Nazionale per la Grafica - Le tecniche d'incisione a rilievo: LA XILOGRAFIA. Istituto Nazionale per la Grafica - ARTE E TELEVISIONE: DA ANDY WARHOL AL GRANDE FRATELLO. M. Senaldi - STORIA DEL DESIGN. R. De Fusco - GRAPHIC DESIGN: la storia, i protagonisti e i temi dall'Ottocento ai giorni nostri - ARTE E PUBBLICITA'. E. Grazioli
L'idea di raffigurare su piatti murali di preziosa porcellana le sembianze dei re che sono saliti sul trono di Sicilia nell'arco di sette secoli ci è sembrata buona ed affascinante e, poichè tutto ciò che affascina spinge all'azione, abbiamo subito dato il via alla realizzazione nel del primo piatto dedicato a Ruggero II d'Altavilla, primo re di Sicilia seguito nel dal piatto dedicato a Guglielmo I detto "Il Malo", nel da quello dedicato a Guglielmo II detto "Il Buono", nel da quello dedicato a Tancredi e nel da quello dedicato a Guglielmo III, ultimo re della dinastia normanna. I pazienti e abilissimi artigiani dello studio d'Arte Morbelli di Milano, sotto la guida esperta dell'artista "Goliardo Vecchi", hanno formato, decorato e inciso con smalti, oro zecchino e platino questi pezzi limitati a esemplari per monarca, con numerazione garantita. I piatti della collezione, ideata da Nicasio Catanese, riteniamo sia destinata a divenire prestigiosa, poichè al valore intrinseco e di squisita arte ceramica, si abbina la raffigurazione iconografica dei sovrani di diverse dinastie che regnarono in Sicilia sin dall'instaurazione della monarchia nel lontano Natale dell'anno . In questa opera nata da un'idea, troviamo tanto amore per la Sicilia e l'importante testimonianza di una rassegna storica delle vicende reali della nostra Isola congiunta alle effigi dei protagonisti. NORMANNI Ruggero Gugllielmo I (Il malo) Guglielmo II (Il buono) Tancredi Guglielmo III L'opera in oggetto è venduta tutta intera, ed è disponibile in tre formati diversi: - piatti di cm 33, incisi ad acquaforte e decorati a mano; - piatti di cm 18, realizzati con processo serigrafico; - piatti di cm 10, racchiusi nella bacheca in legno dorato cm 36 x 40, con interno in fine velluto, sono dipinti con oro zecchino.
INCISIONE DI PIRANESI ORIGINALE TAVOLA: XXXXVIII (48^) TOMO: IV - anno Pubblicata sul volume "Le antichita romane" di Luigi Ficacci edizioni Taschen Posta su cornice in legno massello e vetro. Tecnica: Acquaforte Epoca: Dimensioni intero foglio: cm 43 x 61h Dimensioni parte incisa: cm 25 x 40h Dimensione esterno cornice cm 53 x 71h STATO DI CONSERVAZIONE: IN BUONO STATO CON LEGGERI INGIALLIMENTI COME DA FOTO Le sue incisioni sono improntate da un'idea di dignità e magnificenza tutta romana, espressa attraverso la grandiosità e l'isolamento degli elementi architettonici, in modo da pervenire ad un sublime sentimento di grandezza del passato antico. Spesso le dimensioni sono volutamente esasperate nella deformazione prospettica, effetto voluto per enfatizzare sopratutto la magnificenza delle costruzioni erette a pubblica utilità, quali fori, terme, acquedotti, cloache e strade. Incisione originale eseguita all'acquaforte su matrice di rame, stampa ottimamente inchiostrata con ampi margini. Entro la parte figurata, in basso, legenda dell'opera riprodotta, in alto a sinistra e a destra sono riportati i numeri di tavola in lastra, sotto la parte figurata le indicazione dell'autore. L'immagine in esame è una veduta dei resti di un antico portico a Roma in riva al Tevere, così come si presentavano nel Settecento. Rappresentazione della pianta della struttura architettonica, l'alzato e la sezione, con i vari particolari delle murature, del pavimento e la descrizione dettagliata dei materiali usati. DIDASCALIA RIPORTATA SOTTO A Pianta degli avanzi del Portico fabbricato da M. Emilio Lepido, e P. Emilio Paolo fuori della Porta Trigemina nell’Emporio alla ripa del Tevere. La tinta più nera dimostra la parte che sopravanza il piano moderno: la più leggiera indica la parte che rimane sotto gli odierni rialzamenti del terreno. B. Sezione dell’avanzo che rimane sopr’a terra. C parte interrata del medesimo. D Sezione trasversale del Portico. E Muri che circondavano l’Emporio. F Gradi corrispondenti all’Emporio, che formavano porto sul Tevere. G Dimostrazione in grande della costruzione di una parte del muro e degli archi del Portico. H Arcuazione costruita di tufi. I Muro composto nell’esterno di tufi con facce disuguali, come meglio si dimostra alla lett. L. M Opera incerta, comp.ta parimente di tufi. N Frammento del lastrico di cui era coperto il Portico. Un tal lastrico è di tre corsi, il primo notato colla lett. O. è composto di scaglie di pietra con calce e pozzolana: il secondo notato colla P, è di testacei, scaglie, calce, e pozzolana: ed il terzo notato colla Q, è di testacei finissimi parimente con calce, e con pozzolana crivellata. R Alveo del fiume. Piranesi Archit. dis. inc. da wikipedia PORTICUS AEMILIA - STORIA E DESCRIZIONE Edificato nel 193 a.C. dagli edili Marco Emilio Lepido e Lucio Emilio Paolo (da cui il nome legato alla Gens Aemilia; Livio, ), venne ricostruito nel 174 a.C. dai censori Quinto Fulvio Flacco e Aulo Postumio Albino (Livio, ). Le fonti non menzionano la funzione originaria del portico, che era situato presso l'Emporium, il porto fluviale cittadino generalmente collocato nei pressi dell'Aventino. È stato proposto di identificare il portico con i resti che si trovano tra via Beniamino Franklin e via Marmorata: alcuni muri superstiti, in opera incerta di tufo, sono tuttora visibili in via Branca, in via Rubattino e in via Florio. Nel è stata suggerita un'identificazione alternativa di queste strutture con i Navalia repubblicani, destinati (nella fase originaria) ad ospitare le navi da guerra della flotta romana. Gli scavi condotti a partire dal dalla Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma in collaborazione con il Reale Istituto Neerlandese di Roma ed il I Municipio non hanno finora fornito dati utili a sostegno di questa identificazione [1] ma neanche a sostegno dell'identificazione con la Porticus Aemilia citata dalle fonti letterarie (che poteva essere una semplice via porticata, tra la Porta Trigemina e l'Emporio, e non un magazzino). L'edificio in opus incertum era molto grande, lungo ben 487 metri, largo 60 e suddiviso in più ambienti da 294 pilastri, che creavano sette file (nel senso della profondità) e 50 navate, ciascuna coperta da un serie di volte sovrapposte e larghe 8,30 metri, per una superficie coperta di m².[2]. L'edificio era distante circa 90 metri dal fiume e qui, forse già a partire dall'età tardo-repubblicana, venivano immagazzinate le merci scaricate dalle imbarcazioni che rifornivano la città. A livello architettonico la tipologia di edifici utilitari rientrava in un campo molto ambito dagli architetti romani poiché in questa classe di edifici potevano largamente sperimentare i materiali da costruzione cercando di scoprirne nuove applicazioni. In epoca traianea o più tarda altri edifici si interposero tra il fiume e l'edificio in opus incertum. Condizioni di vendita: pagamenti: - paypal - bonifico bancario - contrassegno spedizione in Italia: 1) piego libri ordinario (NON tracciabile) - 2,00 euro fino a 2 kg di peso - 5,00 euro con peso da 2 a 5 kg 2) piego libri raccomandato - 5,00 euro fino a 2 kg di peso - 7,30 euro con peso da 2 a 5 kg 3) Pacco ordinario, Euro fino a 20 kg. 4) Pacco celere Euro fino a 3 kg 5) Pacco celere Euro da 3 a 10kg
Tre bellissime incisioni all'acquaforte del pittore Giuseppe Nino Ramorino, eseguite nel . Fanno parte di un ciclo di 12 opere che ritraggono la città di Milano. Queste incisioni sono state acquisite dal Museo del Castello Sforzesco. Ogni incisione, con passpartout e incorniciata, misura 28 x 24 cm Ottimo investimento, raffinato regalo. Qui di seguito la biografia dell'artista, tratta dal dizionario dei pittori bergamaschi. RAMORINO GIUSEPPE NINO. Milano, 19 aprile Brescia, 1 luglio . Già nel , a venticinque anni, lo si ritrova fra gli espositori all'Arte in famiglia; ciò vuol dire che i contatti con la nostra città risalgono al periodo della formazione artistica di Ramorino, che a Brescia è rimasto fedele, proponendo in nostre Gallerie il frutto della sua lunga attività artistica, a Brescia compiuta nel , anno di sua morte. Acquafortista, xllografo, acquerellista e miniaturista, si è diplomato all'Accademia Albertina di Torino e all'Istituto d'arte parmense. Docente in scuole d'arte, oltre che a mostre bresciane ha aderito a numerose e note manifestazioni quali la Mostra «Milano vecchia e nuova», (), alla Famiglia artistica milanese (), alla Nazionale di Brera (), in collettiva alla «Galleria Pesaro» (Milano, ). Nel ha realizzato 12 acqueforti riproducenti aspetti del capoluogo lombardo, acquistate dal Museo del Castello Sforzesco; nello stesso ha vinto il concorso indetto dall'Istituto geografico De Agostini, di Novara, del quale fu nominato direttore artistico. Così nel ha vinto altro concorso indetto dalla Associazione acquerellisti lombardi. Mostre personali ha allestito a Brà (), sua prima esposizione singola, in occasione della quale il Museo della cittadina ha acquistato Cenciaiola; altre personali si tennero in Italia, Svizzera, Germania. Opere di Ramorino sono così sparse in collezioni varie anche all'Estero. Un dipinto raffigurante Cristo benedicente le risaie è nella chiesa di S. Giuseppe a Novara. A Brescia lo si ricorda con la mostra personale del , alla A.A.ß.; esponeva numerosi disegni, acquarelli e acqueforti, miniature su avorio. E in collettive sono poi apparsi altri suoi lavori dedicati anche alla città nostra, al suoi monumenti, alle sue vie, al Castello. Via via che trascorrono gli anni, ci si va accorgendo che Ramorino «fu un disegnatore formidabile... acquerellista sincero e spontaneo che pratica un impressionismo tutto suo, frutto di lunghi anni di studio e di lavoro». Le sue incisioni dedicate alla Loggetta, alla Rotonda riproducono con sorprendente fedeltà le antiche strutture, le secolari preziosità architettoniche. Critici notissimi si sono interessati all'opera di Ramorino: da L. Gigli a Ojetti, da Carrà ai nostri Favero, Feroldi
ITALIA. Il Paese più bello del mondo è un'opera originale di cm 31 x 43,5 x 6, composta da 460 pagine, che rappresenta un viaggio ideale tra i capolavori noti e meno noti delle venti regioni italiane, attraverso immagini fotografiche di altissima qualità e un'antologia di brani dedicati all'Italia da alcuni dei suoi più autorevoli e celebri visitatori. L'opera si apre con una presentazione del Presidente emerito della Repubblica Italiana Carlo Azeglio Ciampi, seguita dall'introduzione, intitolata Il Paese della Bellezza a 150 anni dall'Unità d'Italia, del Consigliere per la Conservazione del Patrimonio Artistico del Presidente della Repubblica Italiana Louis Godart. Le duecentootto immagini fotografiche, frutto di un'accurata selezione della Fondazione Marilena Ferrari-FMR, sono state elaborate in fotolito nel laboratorio di Modesto Rigoldi, in Milano, e sono state stampate a quattro colori con inchiostri speciali presso la stamperia di Lamberto Pigini, in Loreto, su carta patinata opaca da 170 grammi, prodotta dalle Cartiere del Garda, in Riva del Garda. La stampa dei testi, composti con i caratteri Bembo tondi e corsivi, così come la stampa delle venti immagini in colore bruno e delle relative didascalie che aprono le sezioni dedicate a ogni regione, selezionate dalla Fondazione Marilena Ferrari-FMR e tratte da incisioni conservate in archivi storici italiani, sono state eseguite presso la stamperia di Lamberto Pigini, in Loreto, su carta di puro chiffon da 180 grammi, impreziosita dalla filigrana "FMR", lavorata a mano e realizzata appositamente per quest'opera dalle Cartiere Magnani, in Pescia. La cucitura, la legatura con iscrizioni in oro sul dorso a cinque nervi, le impressioni in oro sul piatto di copertina raffiguranti fregi della tradizione tipografica italiana e l'allegoria dell'Italia, tratta dall'Iconologia di Cesare Ripa, nell'edizione del , nonché il rivestimento del volume in pregiata pelle blu, tinta alla botte e realizzata appositamente per questa edizione, sono stati eseguiti presso la legatoria L'Arte del Libro, in Todi. Ciascun esemplare è accompagnato da una suite di tre incisioni raffiguranti le capitali d'Italia: Firenze, Torino e Roma. Le opere originali, selezionate dalla Fondazione Marilena Ferrari-FMR, sono state eseguite secondo l'antico procedimento dell'incisione all'acquaforte e stampate ai torchi calcografici presso la stamperia d'arte di Luigi Berardinelli, in Verona, su carta in puro cotone da 250 grammi, fabbricata alla forma tonda. Ciascun esemplare di Omaggio all'Italia è numerato e firmato da Paolo Baratella e da Marilena Ferrari, che ha diretto i maestri artigiani nella realizzazione dell'opera.
Perchè? Così ci si chiede sempre, si sia, o non, collezionisti, all'apparire di una nuova serie di piatti murali, ideata da quel vulcanico manager di Nicasio Catanese. Facile, ma al tempo stesso difficile per i risvolti che qualche malpensante potrebbe voler trovare, è la risposta a questo legittimo interrogativo. Era, a nostro giudizio, naturale che, dopo la realizzazione delle collezioni dedicate ai Re di Sicilia, seguisse come logica continuazione, quella legata alle figure dei re d'Italia di Casa Savoia. Non siamo qui per rinverdire l'ideale monarchico, che, come tutti gli ideali in sè, molto ha di buono e di moderno, ma per rendere omaggio con questa collezione a quei Sovrani che della storia nostra fanno parte che tanta parte della nostra storia moderna e contemporanea hanno fatto. Non è vuota e perciò sterile nostalgia che ci muove ma rispetto, rispetto della verità storica e rispetto verso noi stessi: dobbiamo ammettere che, in fondo, se scrostiamo la patina repubblicana depositata in ognuno di noi da quasi quaranta anni di regime istituzionale repubblicano, per ognuno di noi Casa Savoia ha rappresentato una favola, una bellissima favola, per alcuni finita, per altri ancora attuale, ma in ogni caso tale da destare in noi un senso di struggente melanconia per un'Italia più pulita e più nobile perchè legata a quell'indimenticabile periodo aggregante della nostra storia che è stato il Risorgimento nazionale, Risorgimento che, pur se tanto deve a uomini repubblicani come Mazzini e Garibaldi, fu realizzato sotto la guida e l'ispirazione concrete e dirette di Vittorio Emanuele II e garantito nei suoi ideali e nelle sue implicazioni politiche più luminosi da Casa Savoia. Così come noi uomini dei momenti dell'umanità, con le sue debolezze e con i suoi errori, allo stesso modo Casa Savoia ha rappresentato un lungo periodo della nostra storia, che dobbiamo riconoscere e rispettare pur con le inevitabili ombre e le controluci, dovute quasi sempre più ad ineluttabili fatalità storiche, che a malafede od a scarsa sensibilità nazionale. E' per questo che, malgrado il contrastante giudizio di taluni sull'impegno e le responsabilità di Casa Savoia in taluni frangenti storici senza precedenti, per delicatezza e gravità d'effetti, la Dinastia Sabauda ha rappresentato, e rappresenta ancora oggi, l'Italia nella sua unità e nella sua concretezza popolare e nazionale. E' anche per questo che si è voluto, con l'annunciata collezione, non solo continuare la raffigurazione iconografica dei Sovrani di varie Dinastie che hanno regnato sulla terra sicula, ma anche dare lustro ad una Casa regnante che, per varie ragioni e per lunghissimi anni, ha rappresentato il simbolo reale e vivente della nostra unità politica e territoriale e che, nonostante ogni fatalità storica ed umana, tale unità ha in ogni momento difeso, anche andando contro l'interesse dinastico. Per onorare verità e giustizia, abbiamo voluto far iniziare la serie di questa collezione non con Re Carlo Alberto che, pur promotore del processo unitario, fu in realtà soltanto l'ultimo Re di Sardegna, ma con Vittorio Emanuele II, primo Re d'Italia, col "Re Galantuomo", che va considerato colui che ebbe parte predominante, e spesso decisiva, in quasi tutti gli avvenimenti che portarono all'unità della Patria. Seguono Umberto I, il "Re Buono", assai rispettoso delle regole democratiche, e Re Vittorio Emanuele III, il "Re Soldato", colui che, dopo averci dato il trionfo di Vittorio Veneto, si trovò, schivo, riservato e leale com'era, a regnare in un periodo ribollente di istanze contraddittorie e di scatenate fazioni. La collezione si chiude con Re Umberto II, al cui regale distacco, al cui regale amore per il proprio popolo si deve la decisione di non contestare le equivoche risultanze referendarie, affinché fossero risparmiati ad ogni italiano lutti e sofferenze, sappiamo tutti che Re Umberto scelse, volle scegliere l'amara via dell'esilio affinché più presto potessero rimarginarsi le profonde ferite che la guerra aveva arrecato al Paese, così come sappiamo che Umberto II fu spettatore, soltanto spettatore di avvenimenti di fondamentale importanza per la Nazione, sui quali non potè influire. Alla storia il giudizio sulla linea politica di questo Sovrano, che troppo vicini a noi sono i tempi che da tali vicende furono segnati. Ci è gradito concludere queste brevi note di presentazione con un pensiero su Umberto II, tratto dal volume "il Re in un angolo", di Mosca: "L'omaggio migliore è quello del resoconto obiettivo, distaccato, che mi ha procurato, del resto, molte lettere di plauso; e la maggior parte di queste lettere non è di monarchici, ma di repubblicani, i quali non hanno mistero dell'avere notevolmente modificato il loro giudizio nei riguardi di un uomo forse troppo frettolosamente mandato in esilio". Nell'ideare questa collezione si è voluto che i sentimenti d'ognuno tacessero, per affidarsi alla storia, anche se il periodo della vita nazionale che alla storia va ormai sottoposto, è profondamente radicato nel nostro cuore; si è preferito, non senza una ragione, fissare le varie, e per tanti versi opposte, personalità, in una porcellana d'arte. Avevamo, è fin troppo ovvio, l'intenzione di fare un lavoro non politico, ma soltanto storico, rappresentando con il necessario distacco dagli avvenimenti e senza passione o, peggio, pregiudizi, dei personaggi che ben può dirsi hanno fatto la nostra storia. E questa non è, quasi sempre, un conflitto di uomini cattivi contro uomini buoni, di esseri giusti contro esseri ingiusti: il conflitto è nella natura delle cose, nella realtà esistenziale, nelle vicende che talora ci si illude di determinare, ma che in verità, sempre più appaiono soggette solo alle leggi della vita, che è lotta, contrasto, cruento e dialettico, legge suprema e ineluttabile del divenire del mondo. Questi piatti murali, dal diametro di cm. 19, sono stati realizzati dietro disegni di quel geniale pittore che è Michelangelo Papuzza. Come tutti quelli delle altre collezioni NICASIO, per il valore intrinseco dell'artistica porcellana, sono destinati a diventare piatti prestigiosi per gli intenditori; limitati a esemplari per Monarca, con numerazione garantita da certificato di autenticità, sono decorati a mano ed incisi all'acquaforte con smalti, oro zecchino e platino.